Picc e Pala

mercoledì 11 luglio 2012

Ordine del giorno sulla questione rifiuti

Ordine del giorno che verrà discusso nel consiglio comunale di Villa Minozzo sabato14 luglio sulla gestione rifiuti:

ORDINE DEL GIORNO
SISTEMA DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI
L’autorità di ambito territoriale ottimale di Reggio Emilia, nella seduta del 29/07/2011, al termine
della discussione del primo punto all’ordine del giorno “Piano d’ambito per la gestione dei rifiuti
urbani ed assimilati. Approvazione quadro conoscitivo, modello organizzativo di piano. Indirizzi
per l’attuazione e politiche tariffarie” deliberava di approvare il documento “Definizione dello
stato di fatto del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Individuazione delle criticità.
Individuazione interventi necessari al conseguimento degli obiettivi e definizione dello scenario
di piano”.
In tale documento il modello organizzativo proposto per il comune di Villa Minozzo è stato
quello “stradale potenziato per il 100% della popolazione”, in cui la raccolta del rifiuto
indifferenziato, della carta, del vetro e delle lattine rimane sostanzialmente sulla strada, mentre
per la frazione organica si rimanda all’autocompostaggio.
La percentuale di raccolta differenziata del comune di Villa Minozzo, dato del 2010, si
ferma al 29,1%, valore più basso di tutta la provincia di Reggio Emilia.
Il livello di raccolta differenziata atteso nello scenario di piano per il nostro comune è del 41,6%
e la messa a regime dello scenario di piano stesso è fissata entro il 2014.
La gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani è oggetto di studio e discussione
sia a livello provinciale sia a livello nazionale e comunitario, non solo per le problematiche
ambientali naturalmente collegate, ma anche per i profitti economici che se ne traggono da una
gestione rivolta ad inceneritori e discariche, i cui costi ricadono pesantemente sulle famiglie.
E’ altresì vero che in alcune realtà locali italiane si stanno sperimentando con successo
metodi di raccolta con il fine di aumentare considerevolmente il differenziato, e politiche
di riduzione del rifiuto che stanno portando a risultati estremamente incoraggianti.
L’assessore all’ambiente del comune di Capannori (LU) Alessio Ciacci, nel workshop
“STRATEGIA RIFIUTI ZERO” tenutosi a Casina nella giornata di sabato 24 marzo 2012, ha
esposto la propria esperienza quale amministratore di un comune che ha voluto costruire una
politica ambientale i cui punti fondamentali fossero due, e cioè la sostenibilità e la
partecipazione attiva della cittadinanza, con il fine di raggiungere il traguardo dei rifiuti zero
entro il 2020.
L’esperienza di Capannori (ora seguita da oltre una settantina di altri Comuni italiani, del Nord e
del Sud) dimostra che questo obiettivo è possibile e lo si può raggiungere mettendo in campo
tante piccole iniziative ed azioni.
I vantaggi di questa scelta - economici, ambientali e di salute pubblica – sono innegabili!
Per quanto sopra esposto si invita l’amministrazione comunale di Villa Minozzo a:
- informare il consiglio comunale sullo stato di attuazione del piano d’ambito per quanto
attiene il nostro territorio e con quali modalità si è data attuazione al potenziamento della
raccolta su strada, nell’intero comprensorio comunale;
- fare attività di sensibilizzazione, informazione e formazione sulle modalità di attuazione
della raccolta differenziata (inutile disseminare cassonetti per la raccolta delle frazioni di
rifiuto se i residenti non si operano attivamente in questa direzione e buttano
indistintamente i rifiuti nel raccoglitore più prossimo all’abitazione!);
- fare attività di sensibilizzazione, informazione e formazione nell’attività di
autocompostaggio della frazione organica, promuovendo la stessa come importante
azione verso la riduzione di una frazione di rifiuto che, se segue la via dell’indifferenziato,
risulta essere fra le più tossiche ed inquinanti;
- a valutare la riduzione della TARSU e l’erogazione di un contributo nell’acquisto di una
compostiera a favore delle famiglie che svolgono il compostaggio domestico, sul modello
di quanto attuato già da altri Comuni del comprensorio montano (vedi Casina e Carpineti).
La sfida ambientale si sta facendo drammaticamente urgente, e siamo tutti chiamati, cittadini ed amministratori, a fare delle scelte da cui dipenderà il futuro nostro e dei nostri figli.
Prendiamone coscienza e iniziamo seriamente a lavorarci.

venerdì 29 giugno 2012

Mozione sul sistema idrico integrato


Premesso che non siamo nostalgici di uno statalismo antiquato, anzi vogliamo un profondo rinnovamento dell’organizzazione statale che abbandoni le vecchie  pratiche corrotte e clientelari e ponga al centro i diritti e la partecipazione dei cittadini, riteniamo che un bene comune come l’acqua sia proprietà di tutti indistintamente, e la fruizione non deve soggiacere alle leggi di un mercantilismo da rapina che schiaccia i diritti e distrugge il pianeta in cui viviamo per accrescere la ricchezza di pochi.
Proprio per mettere al riparo un bene come l’acqua nasce la nostra proposta di mozione ed è con questa proposta che chiediamo concretamente all’amministrazione comunale di Villa Minozzo di cambiare gli indirizzi di politica del territorio e del governo dei beni comuni, ponendo al centro, la fruizione del diritti e la salvaguardia dell’ambiente.
Gli effetti della messa sul mercato dei servizi pubblici e dell’acqua, frutto di ubriacature neoliberiste, dimostrano come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future.
Da queste considerazioni nasce la nostra mozione riveduta e corretta rispetto a quella presentata a fine 2011, convinti del sostegno dell’amministrazione locale che da sempre ha sostenuto la campagna referendaria e le battaglia del comitato acqua bene comune.
Di seguito il testo della mozione presentata e che verrà discusso al prossimo consiglio comunale di Villa Minozzo:

MOZIONE
Per inserire nello Statuto Comunale il principio inviolabile che riconosce l’acqua come “diritto umano universale senza rilevanza economica”
Premesso che:
in data 12 e 13 giugno 2011 l'art. 154 del d.lgs. n. 152 del 2006 è stato parzialmente abrogato con l'espunzione, tra i componenti della tariffa del Servizio Idrico Integrato della “remunerazione del capitale investito”; la Corte costituzionale con la sentenza n. 26 del 2011, con la quale ha dichiarato costituzionalmente ammissibile il quesito referendario, ha chiarito che l'esito di questa abrogazione è direttamente applicabile, per cui la disposizione come risultante dall'abrogazione referendaria è immediatamente operativa e non serve attendere alcun intervento legislativo; che l'esito abrogativo si è già prodotto in quanto il risultato referendario è stato sancito con i il Decreto del Presidente della Repubblica 18 Luglio 2011, n. 116 pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 167 del 20 Luglio 2011;
era stata presentata in data 18/10/2011 (prot. 5114), un’altra mozione con identico oggetto e discussa nel consiglio comunale del 05/11/2011, come punto n.3 all’ordine del giorno, al termine del quale, dopo aver rimandato ad opportuna commissione, si è votato di rimandare la votazione della mozione stessa;
in data 28/01/2012, nella sala del consiglio comunale si svolta un’assemblea pubblica, alla quale erano presenti il sindaco ed altri consiglieri di maggioranza, in cui si è discusso della gestione del servizio idrico integrato nel comune di Villa Minozzo: al termine della serata si era proposto di formare un gruppo di lavoro, che si sarebbe dovuto occupare di concretizzare quanto discusso in assemblea.
Considerato che:
il risultato di questa consultazione a livello nazionale dimostra indiscutibilmente una volontà popolare di mantenere il bene acqua al di fuori di logiche di profitto;
il 96% dei votanti di Villa Minozzo hanno espresso in maniera inequivocabile con il loro voto che l’acqua è un bene comune privo di rilevanza economica sul quale non devono essere fatti profitti; questo risultato è un chiaro segnale di volontà politica: i cittadini di Villa Minozzo vogliono la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua e chiedono un nuovo modello di gestione interamente pubblico e partecipato dal basso.
Il consiglio comunale di Villa Minozzo si impegna:
ad inserire nel proprio statuto, entro 90 gg. dall’approvazione della presente mozione, i seguenti punti:
 il comune di Villa Minozzo riconosce il diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto
umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico;
 il comune di Villa Minozzo conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico
integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche
e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
 il comune di Villa Minozzo riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di
rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari
dignità umana a tutti i cittadini, quindi la sua gestione deve essere attuata attraverso un ente di diritto pubblico in base agli art. 31 e 114 del d.lgs n. 267/2000; ad incaricare la commissione competente, per valutare: l’eventuale inserimento nello statuto comunale di ulteriori e specifiche norme a difesa dell’ambiente e del diritto pubblico; per quel che riguarda la gestione del sistema idrico integrato, ciò che può essere realizzato nel comune di Villa Minozzo.
Infine, si invita la giunta ed il sindaco di Villa Minozzo, a portare nelle sedi opportune la posizione di questo
consiglio comunale, sia per quanto riguarda la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, sia per quanto
attiene al sistema tariffario, con l’abolizione, come sancito dal referendum, delle voce relativa al “capitale
investito”.

Odg su spese militari

Ecco il testo dell'ordine del giorno sulle inutili spese militari presentato dal gruppo consigliare "Rifondazione Comunista" e che sarà discusso nel consiglio di luglio:

Premesso che:
-Il governo italiano sta procedendo nel programma che prevede la realizzazione di 131 cacciabombardieri F35 che di fatto impegneranno il nostro Paese fino al 2026 con una spesa che si aggirerà ad oltre 15 miliardi di euro;
-l’articolo 11 della nostra Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”;
Considerato che:
-In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’università e alle politiche sociali destinare 15 miliardi di euro alla costruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del Paese;
-Questa scelta è incoerente con la Costituzione italiana che ripudia la guerra in quanto gli F35 sono aerei d’attacco predisposti anche al trasporto e lancio di ordigni nucleari;
impegna la giunta:
-Ad esprimere al Governo il NO alla guerra dei cittadini di Villa Minozzo, chiedendo di ritirare  questo impegno di spesa;
-Ad invitare i parlamentari e i senatori eletti reggiani  a manifestare in ogni sede  la contrarietà a questo finanziamento.

Nuovo gruppo consigliare

E' stato ufficializzata nell'ultimo consiglio comunale del 23 giugno, la nascita del nuovo gruppo consigliare "Rifondazione comunista" a Villa Minozzo. Il consigliere Vasirani esce dal gruppo "Bene comune" che vedeva al suo interno Partito Democratico e Rifondazione Comunista per creare appunto un gruppo autonomo del nostro partito. Le motivazioni espresse dallo stesso Vasirani ma anche dal coordinatore Prc della zona montana Prandi sono riconducibili alla difficoltà riscontrata nel gruppo "Bene comune" di intervenire in maniera tempestiva sulle problematiche-locali e non- che si presentavano. Difficoltà spesso riconducibili agli impegni personali del tutto legittimi di molti membri del gruppo Bene comune, ma che purtroppo dal nostro punto di vista non potevano più essere sostenute. "Il nostro intento" sostiene Prandi "è quello di presentare  Odg/mozioni/interpellanze sia  su questioni locali sia di più ampio respiro in maniera celere per non fargli perdere incisività". "A tal proposito presenteremo al più presto una mozione sulla gestione del sistema idrico integrato e sull'esito referendario disatteso oltre ad un ordine del giorno sulle spese militari e sulla questione rifiuti":

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails