
Picc e Pala
mercoledì 10 marzo 2010
venerdì 26 febbraio 2010
Presentazione del libro "Lotte operaie nella crisi"
Mercoledì 10 marzo presso il bocciodromo di Casalgrande (RE) si terrà la presentazione del libro "Lotte operaie nella crisi. Materiale di analisi e di inchiesta sociale". Saranno presenti Matteo Gaddi autore del libro e responsabile del dipartimento nord del PRC oltre a Pierpaolo Prandi RSU Filctem-Cgil della TaT ceramiche e candidato alle elezioni regionali per la Federazione della sinistra. All'interno del libro molte vertenze di aziende del territorio reggiano come la Marazzi Scandiano, la TaT ceramiche di Castellarano e la ceramica Sadon di Vetto.venerdì 19 febbraio 2010
Festa del tesseramento - Rifondazione Comunista Reggio Emilia

Sabato 20 Febbraio 2010
Centro Sociale Buco Magico
Ore 17:30
La Crisi e la Politica
Partecipano:
Mirco Tincani - Segretario Prov.le PRC Reggio Emilia
Claudio Grassi - Segreteria Nazionale PRC
Saranno presenti i candidati al consiglio provinciale delle prossime elezioni regionali del nostro partito
A seguire, cena su prenotazione (€ 22) e musica con Rocco Laguardia.
Per info e prenotazioni:
328.22.41.819
prcre@tin.it
Centro Sociale Buco Magico
Ore 17:30
La Crisi e la Politica
Partecipano:
Mirco Tincani - Segretario Prov.le PRC Reggio Emilia
Claudio Grassi - Segreteria Nazionale PRC
Saranno presenti i candidati al consiglio provinciale delle prossime elezioni regionali del nostro partito
A seguire, cena su prenotazione (€ 22) e musica con Rocco Laguardia.
Per info e prenotazioni:
328.22.41.819
prcre@tin.it
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lunedì 8 febbraio 2010
I candidati al consiglio regionale della Federazione della sinistra di Reggio

Giornata di presentazioni quella di ieri. Dopo la “vernice” per la squadra di Sinistra ecologia e libertà, è stata la volta della Federazione della sinistra. Nella lista presenti rappresentanti di Rifondazione Comunista,
dei Comunisti italiani e della società civile. Ecco i nomi: Donato Vena, segretario del Pdci;
Alberto Ferrigno, consigliere provinciale di Rifondazione; Paola Mistrali, insegnante; Francesca Montecchi, impegnata nel settore del volontariato; Pierpaolo Prandi, operaio nel settore ceramico.«Veniamo da un governo regionale di centrosinistra di cinque anni ha detto Donato Vena che ha operato bene. Sosteniamo Errani perchè i primi incontri sul programma con il candidato hanno avuto esito positivo. E poi come rappresentante delle regioni Errani ha contrastato le politiche del Governo».
dei Comunisti italiani e della società civile. Ecco i nomi: Donato Vena, segretario del Pdci;
Alberto Ferrigno, consigliere provinciale di Rifondazione; Paola Mistrali, insegnante; Francesca Montecchi, impegnata nel settore del volontariato; Pierpaolo Prandi, operaio nel settore ceramico.«Veniamo da un governo regionale di centrosinistra di cinque anni ha detto Donato Vena che ha operato bene. Sosteniamo Errani perchè i primi incontri sul programma con il candidato hanno avuto esito positivo. E poi come rappresentante delle regioni Errani ha contrastato le politiche del Governo».
FONTE : l'INFORMAZIONE DI REGGIO
Giochi quasi fatti anche nell'ala sinistra della coalizione con le candidature certe di Alberto Ferrigno, Paola Mistrali, Pierpaolo Prandi e Francesca Montecchi. Per il quinto nome potrebbe spuntare l'ex consigliere comunale Donato Vena o la giovane operaia della Tecnogas di Brescello Ginetta Di Vincenzo. Un mix di amministratori e società civile che forse rappresenta, con i grillini, la vera novità di questa consultazione elettorale
FONTE: REPORTER.IT
La Federazione della Sinistra è pronta a schierare la squadra per le elezioni regionali. La formazione, che raggruppa Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Socialismo 2000, e l’associazione nazionale Lavoro e Solidarietà, correrà a livello regionale a sostegno della riconferma di Vasco Errani. Nella lista ci saranno due esponenti di Rifondazione comunista, due del Pdci e un indipendente. Il Prc schiererà il consigliere provinciale Alberto Ferrigno e Pierpaolo Prandi. Nelle fila del Pdci invece il segretario provinciale Donato Vena e Francesca Montecchi del coordinamento cittadino. Per quanto riguarda l’indipendente circola il nome di Paola Mistrali.
FONTE : GAZZETTA DI REGGIO
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mercoledì 3 febbraio 2010
Incontro della Federazione della Sinistra a Felina

Si terrà presso l'osteria l'Aquila Nera di Felina sabato 13 febbraio, un incontro della Federazione della Sinistra aperto agli iscritti e ai simpatizzanti PRC e PDCI. Partecipate numerosi, a seguire ci sarà una cena per la quale è necessaria la prenotazione. Per informazioni : 3282241819 - 3396484857 - 3489213050
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martedì 26 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Good morning Lenin
Care compagne, cari compagni,il circolo di Rifondazione Comunista di Cavriago organizza una cena dedicata al rivoluzionario sovietico di cui orgogliosamente conserviamo il busto in piazza.La cena sarà sabato 23 gennaio alle ore 20.00 presso il circolo cavriaghese (via pianella 1/a cavriago- adiacente al bocciodromo).
Questo il menù:Antipasti: grana delle vacche rosse, erbazzone, salumiPrimi: rosette, penne speck e rucolaSecondo: stinchetto di maiale con patate al fornoDolci: torte e creme brulèBere: lambrusco reggiano, acqua e liquori
Costo totale 22 €
E’ obbligatoria la prenotazione tramite telefono (347/6549554 - 340/5272147) o via mail (prc.cavriago@gmail.com).
venerdì 8 gennaio 2010
PARTE LA CAMPAGNA "IL LAVORO MOBILITA":

La Federazione della Sinistra dell’Emilia-Romagna organizzerà nei territori della nostra regione una raccolta firme per sostenere quattro proposte contro la crisi: per il blocco dei licenziamenti; per l’estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori che non ne fruiscono; per la restituzione dei finanziamenti regionali e locali da parte delle imprese che delocalizzano; per l’introduzione, anche nella nostra regione, del reddito sociale per i disoccupati e gli inoccupati.
Riteniamo necessario costruire una piattaforma che metta al centro la costruzione di un argine da sinistra alla crisi che continua ad avanzare e a colpire i lavoratori e le famiglie, anche nella nostra regione. Come abbiamo già detto in più occasioni, non devono essere i lavoratori e le lavoratrici a pagare la crisi, ma in primo luogo coloro che l’hanno causata. Per questo raccoglieremo le firme nelle piazze delle città emiliano-romagnole, ma anche nei luoghi di lavoro e davanti ai cancelli delle fabbriche in crisi.
Per noi l’unità delle forze della sinistra parte da qui: dai contenuti e dalla chiarezza delle proposte. Noi siamo dalla parte dei lavoratori.
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venerdì 18 dicembre 2009
RIFONDAZIONE ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA CONTRO IL PACCHETTO-SICUREZZA CHE SI TERRA' A REGGIO SABATO
Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione indetta contro il pacchetto sicurezza, approvato dal governo Berlusconi nello scorso luglio, che si svolgerà a Reggio Emilia sabato prossimo.Il pacchetto sicurezza ha istituzionalizzato le ronde fasciste e della Lega Nord e ha rafforzato il “razzismo di Stato”, superando in negativo la stessa legge Bossi-Fini approvata nel 2002. Introducendo il reato di clandestinità, il “pacchetto” traduce vergognosamente lo status di immigrato irregolare nella “legale” esclusione dai pubblici servizi; nell’imprigionamento nei Centri di Identificazione ed Espulsione per 6 mesi; nella sanzione fino a 10 mila euro e nell'espulsione dal suolo italiano. Basta perdere il lavoro, in questa fase di profonda crisi economica, per diventare clandestino ed essere così perseguibile. Essere esclusi dai pubblici servizi, poi, equivale ad essere invisibili, non potendo accedere alle cure sanitarie; non potendo concorrere nei posti di lavoro o nell’assegnazione delle case; non potendo registrare i propri figli all’anagrafe oppure iscriverli all’asilo nido, alla scuola e via dicendo.
Lottare contro queste norme persecutorie e discriminatorie che colpiscono le fasce più deboli della società significa lottare contro un nuovo apartheid istituzionale e contro una politica razzista che ha come unico obiettivo la criminalizzazione e la de-umanizzazione di milioni di persone.
Per questo Rifondazione Comunista sarà presente alla manifestazione e lotterà per tutelare la vita e la dignità di uomini, donne e bambini, che parte di un Italia – razzista e fascista – vorrebbe, dopo averli sfruttati, farli semplicemente scomparire.
Nando Mainardi Segretario Regionale PRC
Mirco Tincani Segretario PRC Federazione di Reggio Emilia
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domenica 29 novembre 2009
Assemblea pubblica del coordinamento dei lavoratori del distretto ceramico

Da L'Informazione di Reggio :
DISTRETTO IN GINOCCHIO
Ieri a Scandiano oltre 50 cittadini si sono riuniti per rivendicare i propri diritti
«In corteo per difendere il nostro lavoro»
Sempre più famiglie fanno fatica a pagare il mutuo: centinaia di case all’asta
Lavoratori, delegati, cassaintegrati, tutti insieme per rivendicare il
proprio diritto al lavoro. Più di cinquanta cittadini del comprensorio ceramico
tra Reggio e Modena si sono trovati ieri mattina a Scandiano per il
primo incontro pubblico del Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche.
A un mese e mezzo dalla sua nascita, il coordinamento ha riunito i lavoratori
del ramo ceramico e metalmeccanico coinvolti nelle principali vertenze
sindacali a ridosso delle due province limitrofe .
C’erano i delegati della Marazzi, gruppo in difficoltà che in questi giorni
ha avanzato richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i siti produttivi, c’erano quelli del l’Impronta Italgraniti, della TAT di Roteglia, del settore metalmeccanico come la Terim di Baggiovara e della Ferrari di Maranello .
Proprio il distretto ceramico è fra quelli maggiormente colpiti dalla crisi;
sono centinaia le case all’asta perché i proprietari, alle prese con la crisi,
non riescono più a pagare il mutuo.
«Chiediamo un maggiore coordinamento nella lotta sindacale per renderla
meno frammentata alla luce di un numero crescente di cassaintegrazioni
» spiega Francesco Santoro, delegato metalmeccanico della Terim di
Baggiovara che chiede l’intervento delle istituzioni locali per il blocco
dei licenziamenti e degli sfratti e l’aiuto delle banche per bloccare i mutui.
L’iniziativa è partita dal comparto ceramico e metalmeccanico ma l’intenzione
è quella di coinvolgere nel coordinamento anche altri settori.
«Lanciamo un appello ai lavoratori – dice Pierpaolo Prandi, Delegato Rsu
della TAT di Rubiera (Roteglia ndr.)che annuncia per venerdì prossimo, 2 dicembre (In realtò si tratta di venerdì 4 ndr.), un corteo per scongiurare gli effetti della crisi -. I lavoratori scenderanno in strada a Castellarano per rivendicare i propri diritti e chiedere azioni concrete e decise ad amministratori e sindacati». «Non siamo nati per osteggiare nessuno – conclude il sindacalista – mail nostro obiettivo è quello di portare a casa lo stipendio
e salvaguardare il posto di lavoro. Il corteo coinvolge i lavoratori della
ceramica Tat ma vi hanno già ha aderito quelli del Coordinamento Lavoratori
Zona Ceramiche e anche molti altri delegati altre fabbriche».
DISTRETTO IN GINOCCHIO
Ieri a Scandiano oltre 50 cittadini si sono riuniti per rivendicare i propri diritti
«In corteo per difendere il nostro lavoro»
Sempre più famiglie fanno fatica a pagare il mutuo: centinaia di case all’asta
Lavoratori, delegati, cassaintegrati, tutti insieme per rivendicare il
proprio diritto al lavoro. Più di cinquanta cittadini del comprensorio ceramico
tra Reggio e Modena si sono trovati ieri mattina a Scandiano per il
primo incontro pubblico del Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche.
A un mese e mezzo dalla sua nascita, il coordinamento ha riunito i lavoratori
del ramo ceramico e metalmeccanico coinvolti nelle principali vertenze
sindacali a ridosso delle due province limitrofe .
C’erano i delegati della Marazzi, gruppo in difficoltà che in questi giorni
ha avanzato richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i siti produttivi, c’erano quelli del l’Impronta Italgraniti, della TAT di Roteglia, del settore metalmeccanico come la Terim di Baggiovara e della Ferrari di Maranello .
Proprio il distretto ceramico è fra quelli maggiormente colpiti dalla crisi;
sono centinaia le case all’asta perché i proprietari, alle prese con la crisi,
non riescono più a pagare il mutuo.
«Chiediamo un maggiore coordinamento nella lotta sindacale per renderla
meno frammentata alla luce di un numero crescente di cassaintegrazioni
» spiega Francesco Santoro, delegato metalmeccanico della Terim di
Baggiovara che chiede l’intervento delle istituzioni locali per il blocco
dei licenziamenti e degli sfratti e l’aiuto delle banche per bloccare i mutui.
L’iniziativa è partita dal comparto ceramico e metalmeccanico ma l’intenzione
è quella di coinvolgere nel coordinamento anche altri settori.
«Lanciamo un appello ai lavoratori – dice Pierpaolo Prandi, Delegato Rsu
della TAT di Rubiera (Roteglia ndr.)che annuncia per venerdì prossimo, 2 dicembre (In realtò si tratta di venerdì 4 ndr.), un corteo per scongiurare gli effetti della crisi -. I lavoratori scenderanno in strada a Castellarano per rivendicare i propri diritti e chiedere azioni concrete e decise ad amministratori e sindacati». «Non siamo nati per osteggiare nessuno – conclude il sindacalista – mail nostro obiettivo è quello di portare a casa lo stipendio
e salvaguardare il posto di lavoro. Il corteo coinvolge i lavoratori della
ceramica Tat ma vi hanno già ha aderito quelli del Coordinamento Lavoratori
Zona Ceramiche e anche molti altri delegati altre fabbriche».
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giovedì 26 novembre 2009
Il pd volta le spalle alla fiom
Il Consiglio Provinciale di oggi ha sancito, ancora una volta, la strana alleanza tra PD PDL e Lega.Questa volta si sono ricompattati tutti contro la richiesta da parte dei lavoratori metalmeccanici e della FIOM CGIL di esprimersi attraverso un referendum sul loro contratto di lavoro.
E’ stato, infatti, bocciato con 24 voti contrari contro 3, un Ordine del giorno sottoscritto da Rifondazione Comunista e IDV che chiedeva di ricomporre la grave frattura tra i lavoratori generata dall’accordo separato posto in essere tra il Governo Berlusconi Fim e Uilm.
Mentre le posizioni dell’UDC e delle destre contrarie alle richieste della Cgil sono note, non possono passare sotto silenzio le dichiarazioni del capogruppo del PD che ha affermato: “il referendum non è lo strumento adeguato” bocciando platealmente le richieste avanzate dalla Fiom senza proporre lo strumento e una via di uscita.
È davvero singolare che una forza politica da un lato ricorra alle primarie per eleggere il segretario e dall’altro nega ai lavoratori di esprimersi sul loro contratto di lavoro.
Il gruppo del Pd ha poi, per bocca del collega Croci, rimandato la discussione in sede politica invitando il sottoscritto a chiedere a Fantuzzi qual è la posizione del PD.
Auspichiamo quindi che il segretario del Pd reggiano possa assumere una posizione diversa da quella delle destre e del gruppo Provinciale del PD e che non volti le spalle anch’esso alla Cgil e ai lavoratori.
ALBERTO FERRIGNO
Capogruppo PRC
martedì 24 novembre 2009
Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche

Alle lavoratrici e ai lavoratori, alle segreterie dei sindacati,
Siamo lavoratori, delegati e cassaintegrati del distretto ceramiche di Modena e Reggio Emilia che hanno dato vita ad un coordinamento per unire le lotte e uscire dall’isolamento in cui cercano in tutti i modi di rinchiuderci. Abbiamo dato vita al Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche perchè ne abbiamo sentito la necessità immediata. Siamo ben consapevoli che il più forte strumento che i lavoratori hanno per la loro lotta è il sindacato e per questo non è nostra intenzione sostituirlo. Al contrario, vogliamo lavorare per rafforzarlo. Ma per far questo noi pensiamo sia necessario riscostruire una rete di solidarietà e di conflittualità operaia, partendo dal basso, partendo da noi, che siamo stati designati nostro malgrado protagonisti di questa farsa che chiamano crisi.
Quello a cui stiamo assistendo infatti è iniziato come tragedia ma assume sempre più l’aspetto di una farsa. Perchè se è vero che alcune realtà sono state colpite pesantemente dalla crisi, è anche vero che molti padroni hanno colto la palla al balzo per iniziare ristrutturazioni e delocalizzazioni che programmavano da tempo, a tutto danno di noi lavoratori. Piangono lacrime di coccodrillo, mentre ci consegnano all’inattività forzata della cassaintegrazione e della disoccupazione, chiudendo stabilimenti e dichiarando esuberi, privandoci della dignità di avere un lavoro e quindi un ruolo sociale. Lacrime false perchè dietro nascondono la smania per i nuovi e lauti profitti in arrivo (dai nuovi e scintillanti stabilimenti aperti in Cina, India e Mongolia).
A questa sorta di “truffa legalizzata” non si può rispondere con un atteggiamento nè di rassegnazione nè di ottuso moderatismo. Non si può trattare all’infinito sorretti solo da presìdi ininfluenti e manifestazioni spezzettate stabilimento per stabilimento, coltivando illusioni e false speranze. Nè si può accettare nessun tipo di accordo che preveda l’espulsione di lavoratori dal ciclo produttivo. Non si può accettare che per salvarne 50 ne vengano fatti fuori 30. Sui documenti dei manager e degli amministratori 30 è solo un numero. Ma per noi sono 30 vite, trenta famiglie che rimangono senza un reddito. Noi non siamo numeri, nessuno di noi lo è e per questo nessuno deve essere lasciato indietro. Dobbiamo rompere l’isolamento. Dobbiamo ragire dimostrando tutta la nostra capacità di coesione, di unità, di determinazione. Prendiamo come esempio le lotte vittoriose degli ultimi mesi, come la INNSE di Milano o, meno lontano, la SPX di Parma. Dove i lavoratori hanno saputo lottare uniti e determinati, andando quando serviva anche al contrattacco, resistendo con tenacia a tutti i tentativi di isolamento o di sabotaggio, sapendo costruire relazioni con il territorio, riuscendo a coinvolgere gli studenti, i commercianti e i lavoratori delle altre categorie, lì hanno vinto. Lì abbiamo vinto. Dobbiamo cominciare a fare altrettanto anche qua, nel distretto ceramico. Per questo abbiamo deciso di convocare un’inziativa, a cui invitiamo tutte e tutti a partecipare e a cui chiediamo al sindacato di aderire.
Sabato 28 Novembre ore 9
al Circolo PRC di Scandiano
Assemblea pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori
per unire le lotte, per difendere il lavoro!
primi firmatari
Santoro Francesco delegato FIOM-CGIL Modena
Aldo Sala delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Caroli Stefano delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
De Siervo Riccardo delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Prandi Pierpaolo delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Merighi Silvano membro del CD CGIL Provinciale Modena
Piero Ficiarà membro del CD FIOM-CGIL Modena
Parlati Matteo delegato FIOM-CGIL Modena
Alessandro Antonini delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Siamo lavoratori, delegati e cassaintegrati del distretto ceramiche di Modena e Reggio Emilia che hanno dato vita ad un coordinamento per unire le lotte e uscire dall’isolamento in cui cercano in tutti i modi di rinchiuderci. Abbiamo dato vita al Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche perchè ne abbiamo sentito la necessità immediata. Siamo ben consapevoli che il più forte strumento che i lavoratori hanno per la loro lotta è il sindacato e per questo non è nostra intenzione sostituirlo. Al contrario, vogliamo lavorare per rafforzarlo. Ma per far questo noi pensiamo sia necessario riscostruire una rete di solidarietà e di conflittualità operaia, partendo dal basso, partendo da noi, che siamo stati designati nostro malgrado protagonisti di questa farsa che chiamano crisi.
Quello a cui stiamo assistendo infatti è iniziato come tragedia ma assume sempre più l’aspetto di una farsa. Perchè se è vero che alcune realtà sono state colpite pesantemente dalla crisi, è anche vero che molti padroni hanno colto la palla al balzo per iniziare ristrutturazioni e delocalizzazioni che programmavano da tempo, a tutto danno di noi lavoratori. Piangono lacrime di coccodrillo, mentre ci consegnano all’inattività forzata della cassaintegrazione e della disoccupazione, chiudendo stabilimenti e dichiarando esuberi, privandoci della dignità di avere un lavoro e quindi un ruolo sociale. Lacrime false perchè dietro nascondono la smania per i nuovi e lauti profitti in arrivo (dai nuovi e scintillanti stabilimenti aperti in Cina, India e Mongolia).
A questa sorta di “truffa legalizzata” non si può rispondere con un atteggiamento nè di rassegnazione nè di ottuso moderatismo. Non si può trattare all’infinito sorretti solo da presìdi ininfluenti e manifestazioni spezzettate stabilimento per stabilimento, coltivando illusioni e false speranze. Nè si può accettare nessun tipo di accordo che preveda l’espulsione di lavoratori dal ciclo produttivo. Non si può accettare che per salvarne 50 ne vengano fatti fuori 30. Sui documenti dei manager e degli amministratori 30 è solo un numero. Ma per noi sono 30 vite, trenta famiglie che rimangono senza un reddito. Noi non siamo numeri, nessuno di noi lo è e per questo nessuno deve essere lasciato indietro. Dobbiamo rompere l’isolamento. Dobbiamo ragire dimostrando tutta la nostra capacità di coesione, di unità, di determinazione. Prendiamo come esempio le lotte vittoriose degli ultimi mesi, come la INNSE di Milano o, meno lontano, la SPX di Parma. Dove i lavoratori hanno saputo lottare uniti e determinati, andando quando serviva anche al contrattacco, resistendo con tenacia a tutti i tentativi di isolamento o di sabotaggio, sapendo costruire relazioni con il territorio, riuscendo a coinvolgere gli studenti, i commercianti e i lavoratori delle altre categorie, lì hanno vinto. Lì abbiamo vinto. Dobbiamo cominciare a fare altrettanto anche qua, nel distretto ceramico. Per questo abbiamo deciso di convocare un’inziativa, a cui invitiamo tutte e tutti a partecipare e a cui chiediamo al sindacato di aderire.
Sabato 28 Novembre ore 9
al Circolo PRC di Scandiano
Assemblea pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori
per unire le lotte, per difendere il lavoro!
primi firmatari
Santoro Francesco delegato FIOM-CGIL Modena
Aldo Sala delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Caroli Stefano delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
De Siervo Riccardo delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Prandi Pierpaolo delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
Merighi Silvano membro del CD CGIL Provinciale Modena
Piero Ficiarà membro del CD FIOM-CGIL Modena
Parlati Matteo delegato FIOM-CGIL Modena
Alessandro Antonini delegato FILCEM-CGIL Reggio Emilia
venerdì 20 novembre 2009
60 prodotti nel paniere del circolo PRC di Castellarano
Da L'informazione :
L’annuncio di Rifondazione Comunista
Prodotti a prezzo agevolato per le famiglie in crisi
ZONA CERAMICHE
Il Prc di Castellarano annuncia che, «in collaborazione
con i supermercati Sisa di Castellarano, Tressano e Rubiera, si renderà disponibile
ai lavoratori cassaintegrati e ai pensionati interessati, un paniere di circa
60 prodotti a marchio Sisa oltre ad alcuni tipi di carne fresca con il 20% di sconto ».
Inoltre telefonando il giorno prima ai numeri 0536 823145 (Tressano) e 0536
858171 (Castellarano), sarà possibile acquistare pane ad un euro al chilo. I prodotti
contenuti all'interno del paniere saranno ben visibili all'interno dei supermercati
tramite appositi cartelli. Questo paniere «sarà disponibile fino al 31 dicembre.
Dal 2010 si stanno studiandonuove formulazioni e nuovi sconti sempre al fine
di continuare a sostenere i lavoratori cassaintegrati del d i s t re t t o » .
Massimo Villano, Pierpaolo Prandi,Alessandro Antonini.
Circolo PRC Castellarano
L’annuncio di Rifondazione Comunista
Prodotti a prezzo agevolato per le famiglie in crisi
ZONA CERAMICHE
Il Prc di Castellarano annuncia che, «in collaborazione
con i supermercati Sisa di Castellarano, Tressano e Rubiera, si renderà disponibile
ai lavoratori cassaintegrati e ai pensionati interessati, un paniere di circa
60 prodotti a marchio Sisa oltre ad alcuni tipi di carne fresca con il 20% di sconto ».
Inoltre telefonando il giorno prima ai numeri 0536 823145 (Tressano) e 0536
858171 (Castellarano), sarà possibile acquistare pane ad un euro al chilo. I prodotti
contenuti all'interno del paniere saranno ben visibili all'interno dei supermercati
tramite appositi cartelli. Questo paniere «sarà disponibile fino al 31 dicembre.
Dal 2010 si stanno studiandonuove formulazioni e nuovi sconti sempre al fine
di continuare a sostenere i lavoratori cassaintegrati del d i s t re t t o » .
Massimo Villano, Pierpaolo Prandi,Alessandro Antonini.
Circolo PRC Castellarano
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venerdì 6 novembre 2009
Meno parole e più fatti! Una nuova iniziativa.
Dopo l'iniziativa delle tessere sconto per i lavoratori cassaintegrati delle aziende del distretto ceramico (tessere che sono in fase di distribuzione),che permetteranno una riduzione di prezzo sulle forniture di carburante, il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in campo un altra iniziativa a sostegno dei lavoratori in difficoltà.
Si tratta della possibilità di effettuare, la prossima primavera, la compilazione dei mod. 730 ad un prezzo molto contenuto.
Un altro piccolo ma concreto aiuto che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di rendere disponibile, in attesa che trovino attuazione altre iniziative che sono in fase di realizzazione, come consulenze legali gratuite ed un paniere di prodotti di primo consumo con sconti molto favorevoli.
Massimo villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
Si tratta della possibilità di effettuare, la prossima primavera, la compilazione dei mod. 730 ad un prezzo molto contenuto.
Un altro piccolo ma concreto aiuto che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di rendere disponibile, in attesa che trovino attuazione altre iniziative che sono in fase di realizzazione, come consulenze legali gratuite ed un paniere di prodotti di primo consumo con sconti molto favorevoli.
Massimo villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
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venerdì 30 ottobre 2009
Cominciamo a parlare di riconversione degli impianti?

Vorrei aprire questo breve post con una considerazione condivisa o che per lo meno andrebbe condivisa da tutti... Siamo di fronte a una crisi eccezionale che richiede interventi eccezionali...
Per questo quello che chiedo è se possibile ancora un maggior impegno da parte di tutte le forze in campo; amministrazioni (quindi regione, provincia e comuni), imprenditori (che sono più che mai parti in causa),sindacati e confindustria...
Perché seppur importanti gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti in particolare nel lungo termine, l'occupazione è ciò che realmente sta più a cuore ai lavoratori.
Lavoratori che sono vittime di imprenditori “creativi” ai quali è permesso di chiudere un azienda senza pagarne le conseguenze,come nel caso della TAT ceramiche o della ceramica Pioppe di Roteglia, a di recente anche alla ceramica Impronta di Rubiera.
Le forze in campo non devono permettere la chiusura degli stabilimenti, le forze in campo mi piacerebbe anche che cominciassero a parlare di riqualificazione degli impianti,
Si perché il distretto ceramico sta imboccando un percorso di ridimensionamento che la crisi attuale sta solo accellerando,
L'ingresso di nuovi paesi produttori di piastrelle ceramiche nel mercato sta riducendo gli spazi d'esportazione in particolare su quei prodotti di prezzo medio-basso.
Il distretto ceramico va incontro quindi a un ridimensionamento dei volumi produttivi e di conseguenza ad una riduzione degli addetti occupati nel settore.
E' quindi fondamentale ampliare l'offerta di produzioni al fine di non essere troppo dipendenti dalla produzione ceramica.
Bisogna cercare quei prodotti e quei mercati che offrono maggiori opportunità di crescita ed incentivarli. E quale migliore opportunità c'è se non quella di provare a cominciare a riconvertire alcune di quelle ceramiche che stanno chiudendo?
Sul come farlo e su cosa produrre io non ho la presunzione di avere la risposta, ed è qui che devono scendere in campo le forze che prima ho citato con idee, risorse, formazione per i lavoratori...
Prandi Pierpaolo
Per questo quello che chiedo è se possibile ancora un maggior impegno da parte di tutte le forze in campo; amministrazioni (quindi regione, provincia e comuni), imprenditori (che sono più che mai parti in causa),sindacati e confindustria...
Perché seppur importanti gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti in particolare nel lungo termine, l'occupazione è ciò che realmente sta più a cuore ai lavoratori.
Lavoratori che sono vittime di imprenditori “creativi” ai quali è permesso di chiudere un azienda senza pagarne le conseguenze,come nel caso della TAT ceramiche o della ceramica Pioppe di Roteglia, a di recente anche alla ceramica Impronta di Rubiera.
Le forze in campo non devono permettere la chiusura degli stabilimenti, le forze in campo mi piacerebbe anche che cominciassero a parlare di riqualificazione degli impianti,
Si perché il distretto ceramico sta imboccando un percorso di ridimensionamento che la crisi attuale sta solo accellerando,
L'ingresso di nuovi paesi produttori di piastrelle ceramiche nel mercato sta riducendo gli spazi d'esportazione in particolare su quei prodotti di prezzo medio-basso.
Il distretto ceramico va incontro quindi a un ridimensionamento dei volumi produttivi e di conseguenza ad una riduzione degli addetti occupati nel settore.
E' quindi fondamentale ampliare l'offerta di produzioni al fine di non essere troppo dipendenti dalla produzione ceramica.
Bisogna cercare quei prodotti e quei mercati che offrono maggiori opportunità di crescita ed incentivarli. E quale migliore opportunità c'è se non quella di provare a cominciare a riconvertire alcune di quelle ceramiche che stanno chiudendo?
Sul come farlo e su cosa produrre io non ho la presunzione di avere la risposta, ed è qui che devono scendere in campo le forze che prima ho citato con idee, risorse, formazione per i lavoratori...
Prandi Pierpaolo
Meno parole più fatti!
In un momento di crisi così eccezionale la comprensione e la solidarietà, seppur importanti, non bastano.
Questo ha spinto il circolo PRC di Castellarano ad intraprendere una serie di iniziative concrete.
La prima di queste sarà la distribuzione di tessere che permetteranno, ai lavoratori cassaintegrati del distretto ceramico, di avere uno sconto sulle forniture di carburante presso pompe di servizio convenzionate.
Insomma, un piccolo aiuto ma concreto per aiutare quelle famiglie che rischiano di pagare in maniera eccessiva questa crisi.
Questa è la prima di una serie di iniziative che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in atto nel tentativo di rendere meno traumatico questo momento difficile del distretto ceramico.
Massimo Villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
Questo ha spinto il circolo PRC di Castellarano ad intraprendere una serie di iniziative concrete.
La prima di queste sarà la distribuzione di tessere che permetteranno, ai lavoratori cassaintegrati del distretto ceramico, di avere uno sconto sulle forniture di carburante presso pompe di servizio convenzionate.
Insomma, un piccolo aiuto ma concreto per aiutare quelle famiglie che rischiano di pagare in maniera eccessiva questa crisi.
Questa è la prima di una serie di iniziative che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in atto nel tentativo di rendere meno traumatico questo momento difficile del distretto ceramico.
Massimo Villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
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lunedì 19 ottobre 2009
UN ACCORDO SEPARATO ILLEGITTIMO E DANNOSO PER LE LAVORATRICI
Con la firma dell’accordo separato tra FIM-CISL UILM-UIL e FEDERMECCANICA
siamo di fronte a un vero e proprio colpo di stato sindacale dove due
organizzazioni minoritarie senza alcun mandato democratico da parte delle
lavoratrici/ori hanno da prima disdettato il contratto in vigore sino al 31
dicembre 2011,che era stato votato e approvato dai lavoratori, poi hanno
firmato un accordo senza che i lavoratori possano esprimersi sullo stesso
attraverso lo strumento del referendum come la categoria peraltro a sempre
fatto.
Federmeccanica da parte sua aveva dichiarato non ricevibile la piattaforma
della FIOM in quanto non conforme all’accordo del 15 aprile 2009 sulle
regole della contrattazione, non firmato dalla CGIL, espellendo la FIOM dal
tavolo della trattativa.
Occorre tener presente che la piattaforma FIOM era stata come prassi
sottoposta a referendum e approvata con 500mila voti.
Tutto questo e di una gravità inaudita e si iscrive nella deriva autoritaria
che il paese sta vivendo non possiamo permettere che la democrazia sia
negata nei luoghi di lavoro
L’accordo è un danno perchè siamo di fronte al più basso incremento
salariale ottenuto in un contratto nazionale di lavoro 112euro in 3anni al
5° livello (ad esempio un 3° livello operaio di catena di montaggio o di un
call center nel 2010 percepirà 15euro di aumento mensili) inoltre un
lavoratore coinvolto nella cassa integrazione non percepirà alcun euro di
aumento.
Perché recepisce integralmente l’accordo sulle regole non firmato da CGIL
questo significa che sono presenti nel contratto tutti gli aspetti
peggiorativi e limitativi della libertà e dell’autonomia negoziale nei
luoghi di lavoro (dalla derogabilità allo stesso CCNL fino alle sanzioni
verso le RSU)
L’accordo separato apre la strada all’indebolimento del contratto nazionale
che nello stesso tempo diventa strumento per limitare la contrattazione
nelle fabbriche e lo stesso diritto alla contrattazione collettiva.
Federmeccanica FIM e UILM hanno rifiutato di discutere la proposta della
FIOM di bloccare i licenziamenti per 2 anni ,di estendere gli ammortizzatori
sociali a tutte le imprese e per tutte le forme di lavoro, di destinare il
sostegno pubblico al mantenimento degli stabilimenti in Italia richieste da
presentarsi congiuntamente al governo.
Se come scrivono FIM e UILM si sentono cosi forti perché non sottopongono
l’accordo, dopo averlo spiegato nelle assemblee,al voto vincolante dei
lavoratori?
Rifondazione Comunista ritiene che il contratto nazionale di lavoro sia dei
lavoratori sono loro che legittimano i sindacati a trattare e non
organizzazioni che trattano a loro nome senza alcun mandato.Se non sono le
lavoratrici/ori a legittimarti sono di fatto i padroni.
Rifondazione Comunista appoggia con i propri iscritti e militanti le
iniziative che la categoria metterà in atto per rendere inapplicabile questo
accordo.
Inoltre si batte per l’affermazione, tra i lavoratori, di un sindacato che
ponga come base fondante della sua azione 3 punti LA DEMOCRAZIA nel rapporto
con i lavoratori e al suo interno L’INDIPENDENZA dai padroni,dai governi e
dai partiti LA CONTRATTAZIONE per migliorare le condizioni salariali ,di
lavoro e di vita delle lavoratrici/ori.
NO ALL?ACCORDO SEPARATO!
STRUMENTO DEI PADRONI FIRMATO DA SINDACATI COMPLICI PER FAR PAGARE LACRISI
ALLE LAVORATRICI EAI LAVORATORI.
19/10/09
Rifondazione Comunista
siamo di fronte a un vero e proprio colpo di stato sindacale dove due
organizzazioni minoritarie senza alcun mandato democratico da parte delle
lavoratrici/ori hanno da prima disdettato il contratto in vigore sino al 31
dicembre 2011,che era stato votato e approvato dai lavoratori, poi hanno
firmato un accordo senza che i lavoratori possano esprimersi sullo stesso
attraverso lo strumento del referendum come la categoria peraltro a sempre
fatto.
Federmeccanica da parte sua aveva dichiarato non ricevibile la piattaforma
della FIOM in quanto non conforme all’accordo del 15 aprile 2009 sulle
regole della contrattazione, non firmato dalla CGIL, espellendo la FIOM dal
tavolo della trattativa.
Occorre tener presente che la piattaforma FIOM era stata come prassi
sottoposta a referendum e approvata con 500mila voti.
Tutto questo e di una gravità inaudita e si iscrive nella deriva autoritaria
che il paese sta vivendo non possiamo permettere che la democrazia sia
negata nei luoghi di lavoro
L’accordo è un danno perchè siamo di fronte al più basso incremento
salariale ottenuto in un contratto nazionale di lavoro 112euro in 3anni al
5° livello (ad esempio un 3° livello operaio di catena di montaggio o di un
call center nel 2010 percepirà 15euro di aumento mensili) inoltre un
lavoratore coinvolto nella cassa integrazione non percepirà alcun euro di
aumento.
Perché recepisce integralmente l’accordo sulle regole non firmato da CGIL
questo significa che sono presenti nel contratto tutti gli aspetti
peggiorativi e limitativi della libertà e dell’autonomia negoziale nei
luoghi di lavoro (dalla derogabilità allo stesso CCNL fino alle sanzioni
verso le RSU)
L’accordo separato apre la strada all’indebolimento del contratto nazionale
che nello stesso tempo diventa strumento per limitare la contrattazione
nelle fabbriche e lo stesso diritto alla contrattazione collettiva.
Federmeccanica FIM e UILM hanno rifiutato di discutere la proposta della
FIOM di bloccare i licenziamenti per 2 anni ,di estendere gli ammortizzatori
sociali a tutte le imprese e per tutte le forme di lavoro, di destinare il
sostegno pubblico al mantenimento degli stabilimenti in Italia richieste da
presentarsi congiuntamente al governo.
Se come scrivono FIM e UILM si sentono cosi forti perché non sottopongono
l’accordo, dopo averlo spiegato nelle assemblee,al voto vincolante dei
lavoratori?
Rifondazione Comunista ritiene che il contratto nazionale di lavoro sia dei
lavoratori sono loro che legittimano i sindacati a trattare e non
organizzazioni che trattano a loro nome senza alcun mandato.Se non sono le
lavoratrici/ori a legittimarti sono di fatto i padroni.
Rifondazione Comunista appoggia con i propri iscritti e militanti le
iniziative che la categoria metterà in atto per rendere inapplicabile questo
accordo.
Inoltre si batte per l’affermazione, tra i lavoratori, di un sindacato che
ponga come base fondante della sua azione 3 punti LA DEMOCRAZIA nel rapporto
con i lavoratori e al suo interno L’INDIPENDENZA dai padroni,dai governi e
dai partiti LA CONTRATTAZIONE per migliorare le condizioni salariali ,di
lavoro e di vita delle lavoratrici/ori.
NO ALL?ACCORDO SEPARATO!
STRUMENTO DEI PADRONI FIRMATO DA SINDACATI COMPLICI PER FAR PAGARE LACRISI
ALLE LAVORATRICI EAI LAVORATORI.
19/10/09
Rifondazione Comunista
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giovedì 15 ottobre 2009
Crisi Marazzi Group
Rifondazione Comunista ha aderito e ha partecipato allo sciopero di questa mattina dei lavoratori del gruppo Marazzi, avvenuto a Modena, Sassuolo, Fiorano e a Scandiano.
E' incredibile e indecente: il gruppo Marazzi, leader mondiale nel campo delle piastrelle con 6000 dipendenti - di cui 2000 circa in Italia - e con un fatturato 2008 pari a 976,8 milioni di euro - ha annunciato in questi giorni la chiusura degli stabilimenti Ragno di Iano e di Sassuolo, degli uffici di Modena e il licenziamento di 360 lavoratori.
Poichè il fatturato sarebbe calato del 25%, Marazzi vuole delocalizzare per abbattere il costo del lavoro, e i due stabilimenti emiliani, e le persone che vi lavorano, non servono più.
E' necessario che la mobilitazione dei lavoratori prosegua, ed è fondamentale che i sindacati supportino e appoggino la lotta e il conflitto.
E' necessario che le istituzioni intervengano per fermare quello che sarebbe un colpo gravissimo all'economia e alla società emiliana-romagnola.
Ancora una volta si vuol far pagare esclusivamente ai lavoratori il prezzo della crisi: è ora di finirla.
Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna
Stefano Lugli - segretario Prc Federazione Modena
Mirco Tincani - segretario Prc Federazione Reggio Emilia
E' incredibile e indecente: il gruppo Marazzi, leader mondiale nel campo delle piastrelle con 6000 dipendenti - di cui 2000 circa in Italia - e con un fatturato 2008 pari a 976,8 milioni di euro - ha annunciato in questi giorni la chiusura degli stabilimenti Ragno di Iano e di Sassuolo, degli uffici di Modena e il licenziamento di 360 lavoratori.
Poichè il fatturato sarebbe calato del 25%, Marazzi vuole delocalizzare per abbattere il costo del lavoro, e i due stabilimenti emiliani, e le persone che vi lavorano, non servono più.
E' necessario che la mobilitazione dei lavoratori prosegua, ed è fondamentale che i sindacati supportino e appoggino la lotta e il conflitto.
E' necessario che le istituzioni intervengano per fermare quello che sarebbe un colpo gravissimo all'economia e alla società emiliana-romagnola.
Ancora una volta si vuol far pagare esclusivamente ai lavoratori il prezzo della crisi: è ora di finirla.
Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna
Stefano Lugli - segretario Prc Federazione Modena
Mirco Tincani - segretario Prc Federazione Reggio Emilia
lunedì 12 ottobre 2009
Villa Minozzo tra i comuni più indebitati...
Mutui, prestiti, obbligazioni: i debiti delle amministrazioni locali superano i 500 milioni. Castellarano maglia nera fra i Comuni. E l'Amministrazione provinciale è la più indebitata dell'Emilia-Romagna.
Gli enti locali reggiani hanno più di mezzo miliardo di euro di debiti. Non stiamo parlando dell'indebitamento complessivo, che è molto superiore, ma dei debiti contratti dai 45 Comuni e dall'Amministrazione provinciale per finanziare gli investimenti attraverso l'accensione di mutui e prestiti, il ricorso al credito e l'emissione di obbligazioni. Alla fine dell'anno scorso, il Comune capoluogo aveva 154,2 milioni di debito residuo e gli altri 44 Comuni della provincia 208,3. A questi bisogna aggiungere i 140,5 milioni di debiti dell'Amministrazione provinciale.
Sono tanti 503 milioni di euro di debiti? Sicuramente non sono pochi. E costano cari. Nel 2008 gli enti locali reggiani hanno pagato complessivamente 24 milioni di euro di interessi passivi e oneri finanziari. La Provincia di Reggio è la più indebitata fra le amministrazioni provinciali della regione: i 140 milioni di debiti residui rappresentano quasi il doppio delle entrate correnti (76 milioni). Il Comune di Reggio sta un po' meglio: ha 154 milioni di debiti e 131 di entrate correnti. Ma tra i Comuni capoluogo di provincia soltanto Ferrara e Forlì sono messi peggio.
Fra i Comuni della provincia, i più indebitati in rapporto alle entrate correnti sono nell'ordine quelli di Castellarano, Toano e Villa Minozzo. Devono rimborsare debiti pari al doppio delle entrate e anche più. Castellarano, addirittura, ha più debiti di Correggio, Guastalla e Casalgrande messi assieme. I Comuni meno indebitati, invece, sono Rolo, Collagna e Poviglio. A Rolo, maglia rosa di questa classifica, i debiti si fermano a poco più di 200 mila euro: meno del 10 per cento delle entrate.
Gli enti locali reggiani hanno più di mezzo miliardo di euro di debiti. Non stiamo parlando dell'indebitamento complessivo, che è molto superiore, ma dei debiti contratti dai 45 Comuni e dall'Amministrazione provinciale per finanziare gli investimenti attraverso l'accensione di mutui e prestiti, il ricorso al credito e l'emissione di obbligazioni. Alla fine dell'anno scorso, il Comune capoluogo aveva 154,2 milioni di debito residuo e gli altri 44 Comuni della provincia 208,3. A questi bisogna aggiungere i 140,5 milioni di debiti dell'Amministrazione provinciale.
Sono tanti 503 milioni di euro di debiti? Sicuramente non sono pochi. E costano cari. Nel 2008 gli enti locali reggiani hanno pagato complessivamente 24 milioni di euro di interessi passivi e oneri finanziari. La Provincia di Reggio è la più indebitata fra le amministrazioni provinciali della regione: i 140 milioni di debiti residui rappresentano quasi il doppio delle entrate correnti (76 milioni). Il Comune di Reggio sta un po' meglio: ha 154 milioni di debiti e 131 di entrate correnti. Ma tra i Comuni capoluogo di provincia soltanto Ferrara e Forlì sono messi peggio.
Fra i Comuni della provincia, i più indebitati in rapporto alle entrate correnti sono nell'ordine quelli di Castellarano, Toano e Villa Minozzo. Devono rimborsare debiti pari al doppio delle entrate e anche più. Castellarano, addirittura, ha più debiti di Correggio, Guastalla e Casalgrande messi assieme. I Comuni meno indebitati, invece, sono Rolo, Collagna e Poviglio. A Rolo, maglia rosa di questa classifica, i debiti si fermano a poco più di 200 mila euro: meno del 10 per cento delle entrate.
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