Dopo l'iniziativa delle tessere sconto per i lavoratori cassaintegrati delle aziende del distretto ceramico (tessere che sono in fase di distribuzione),che permetteranno una riduzione di prezzo sulle forniture di carburante, il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in campo un altra iniziativa a sostegno dei lavoratori in difficoltà.
Si tratta della possibilità di effettuare, la prossima primavera, la compilazione dei mod. 730 ad un prezzo molto contenuto.
Un altro piccolo ma concreto aiuto che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di rendere disponibile, in attesa che trovino attuazione altre iniziative che sono in fase di realizzazione, come consulenze legali gratuite ed un paniere di prodotti di primo consumo con sconti molto favorevoli.
Massimo villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
Picc e Pala
venerdì 6 novembre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
Cominciamo a parlare di riconversione degli impianti?

Vorrei aprire questo breve post con una considerazione condivisa o che per lo meno andrebbe condivisa da tutti... Siamo di fronte a una crisi eccezionale che richiede interventi eccezionali...
Per questo quello che chiedo è se possibile ancora un maggior impegno da parte di tutte le forze in campo; amministrazioni (quindi regione, provincia e comuni), imprenditori (che sono più che mai parti in causa),sindacati e confindustria...
Perché seppur importanti gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti in particolare nel lungo termine, l'occupazione è ciò che realmente sta più a cuore ai lavoratori.
Lavoratori che sono vittime di imprenditori “creativi” ai quali è permesso di chiudere un azienda senza pagarne le conseguenze,come nel caso della TAT ceramiche o della ceramica Pioppe di Roteglia, a di recente anche alla ceramica Impronta di Rubiera.
Le forze in campo non devono permettere la chiusura degli stabilimenti, le forze in campo mi piacerebbe anche che cominciassero a parlare di riqualificazione degli impianti,
Si perché il distretto ceramico sta imboccando un percorso di ridimensionamento che la crisi attuale sta solo accellerando,
L'ingresso di nuovi paesi produttori di piastrelle ceramiche nel mercato sta riducendo gli spazi d'esportazione in particolare su quei prodotti di prezzo medio-basso.
Il distretto ceramico va incontro quindi a un ridimensionamento dei volumi produttivi e di conseguenza ad una riduzione degli addetti occupati nel settore.
E' quindi fondamentale ampliare l'offerta di produzioni al fine di non essere troppo dipendenti dalla produzione ceramica.
Bisogna cercare quei prodotti e quei mercati che offrono maggiori opportunità di crescita ed incentivarli. E quale migliore opportunità c'è se non quella di provare a cominciare a riconvertire alcune di quelle ceramiche che stanno chiudendo?
Sul come farlo e su cosa produrre io non ho la presunzione di avere la risposta, ed è qui che devono scendere in campo le forze che prima ho citato con idee, risorse, formazione per i lavoratori...
Prandi Pierpaolo
Per questo quello che chiedo è se possibile ancora un maggior impegno da parte di tutte le forze in campo; amministrazioni (quindi regione, provincia e comuni), imprenditori (che sono più che mai parti in causa),sindacati e confindustria...
Perché seppur importanti gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti in particolare nel lungo termine, l'occupazione è ciò che realmente sta più a cuore ai lavoratori.
Lavoratori che sono vittime di imprenditori “creativi” ai quali è permesso di chiudere un azienda senza pagarne le conseguenze,come nel caso della TAT ceramiche o della ceramica Pioppe di Roteglia, a di recente anche alla ceramica Impronta di Rubiera.
Le forze in campo non devono permettere la chiusura degli stabilimenti, le forze in campo mi piacerebbe anche che cominciassero a parlare di riqualificazione degli impianti,
Si perché il distretto ceramico sta imboccando un percorso di ridimensionamento che la crisi attuale sta solo accellerando,
L'ingresso di nuovi paesi produttori di piastrelle ceramiche nel mercato sta riducendo gli spazi d'esportazione in particolare su quei prodotti di prezzo medio-basso.
Il distretto ceramico va incontro quindi a un ridimensionamento dei volumi produttivi e di conseguenza ad una riduzione degli addetti occupati nel settore.
E' quindi fondamentale ampliare l'offerta di produzioni al fine di non essere troppo dipendenti dalla produzione ceramica.
Bisogna cercare quei prodotti e quei mercati che offrono maggiori opportunità di crescita ed incentivarli. E quale migliore opportunità c'è se non quella di provare a cominciare a riconvertire alcune di quelle ceramiche che stanno chiudendo?
Sul come farlo e su cosa produrre io non ho la presunzione di avere la risposta, ed è qui che devono scendere in campo le forze che prima ho citato con idee, risorse, formazione per i lavoratori...
Prandi Pierpaolo
Meno parole più fatti!
In un momento di crisi così eccezionale la comprensione e la solidarietà, seppur importanti, non bastano.
Questo ha spinto il circolo PRC di Castellarano ad intraprendere una serie di iniziative concrete.
La prima di queste sarà la distribuzione di tessere che permetteranno, ai lavoratori cassaintegrati del distretto ceramico, di avere uno sconto sulle forniture di carburante presso pompe di servizio convenzionate.
Insomma, un piccolo aiuto ma concreto per aiutare quelle famiglie che rischiano di pagare in maniera eccessiva questa crisi.
Questa è la prima di una serie di iniziative che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in atto nel tentativo di rendere meno traumatico questo momento difficile del distretto ceramico.
Massimo Villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
Questo ha spinto il circolo PRC di Castellarano ad intraprendere una serie di iniziative concrete.
La prima di queste sarà la distribuzione di tessere che permetteranno, ai lavoratori cassaintegrati del distretto ceramico, di avere uno sconto sulle forniture di carburante presso pompe di servizio convenzionate.
Insomma, un piccolo aiuto ma concreto per aiutare quelle famiglie che rischiano di pagare in maniera eccessiva questa crisi.
Questa è la prima di una serie di iniziative che il circolo PRC di Castellarano ha deciso di mettere in atto nel tentativo di rendere meno traumatico questo momento difficile del distretto ceramico.
Massimo Villano
Segretario del circolo PRC di Castellarano
Alessandro Antonini – Pierpaolo Prandi
Direttivo del circolo PRC di Castellarano
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lunedì 19 ottobre 2009
UN ACCORDO SEPARATO ILLEGITTIMO E DANNOSO PER LE LAVORATRICI
Con la firma dell’accordo separato tra FIM-CISL UILM-UIL e FEDERMECCANICA
siamo di fronte a un vero e proprio colpo di stato sindacale dove due
organizzazioni minoritarie senza alcun mandato democratico da parte delle
lavoratrici/ori hanno da prima disdettato il contratto in vigore sino al 31
dicembre 2011,che era stato votato e approvato dai lavoratori, poi hanno
firmato un accordo senza che i lavoratori possano esprimersi sullo stesso
attraverso lo strumento del referendum come la categoria peraltro a sempre
fatto.
Federmeccanica da parte sua aveva dichiarato non ricevibile la piattaforma
della FIOM in quanto non conforme all’accordo del 15 aprile 2009 sulle
regole della contrattazione, non firmato dalla CGIL, espellendo la FIOM dal
tavolo della trattativa.
Occorre tener presente che la piattaforma FIOM era stata come prassi
sottoposta a referendum e approvata con 500mila voti.
Tutto questo e di una gravità inaudita e si iscrive nella deriva autoritaria
che il paese sta vivendo non possiamo permettere che la democrazia sia
negata nei luoghi di lavoro
L’accordo è un danno perchè siamo di fronte al più basso incremento
salariale ottenuto in un contratto nazionale di lavoro 112euro in 3anni al
5° livello (ad esempio un 3° livello operaio di catena di montaggio o di un
call center nel 2010 percepirà 15euro di aumento mensili) inoltre un
lavoratore coinvolto nella cassa integrazione non percepirà alcun euro di
aumento.
Perché recepisce integralmente l’accordo sulle regole non firmato da CGIL
questo significa che sono presenti nel contratto tutti gli aspetti
peggiorativi e limitativi della libertà e dell’autonomia negoziale nei
luoghi di lavoro (dalla derogabilità allo stesso CCNL fino alle sanzioni
verso le RSU)
L’accordo separato apre la strada all’indebolimento del contratto nazionale
che nello stesso tempo diventa strumento per limitare la contrattazione
nelle fabbriche e lo stesso diritto alla contrattazione collettiva.
Federmeccanica FIM e UILM hanno rifiutato di discutere la proposta della
FIOM di bloccare i licenziamenti per 2 anni ,di estendere gli ammortizzatori
sociali a tutte le imprese e per tutte le forme di lavoro, di destinare il
sostegno pubblico al mantenimento degli stabilimenti in Italia richieste da
presentarsi congiuntamente al governo.
Se come scrivono FIM e UILM si sentono cosi forti perché non sottopongono
l’accordo, dopo averlo spiegato nelle assemblee,al voto vincolante dei
lavoratori?
Rifondazione Comunista ritiene che il contratto nazionale di lavoro sia dei
lavoratori sono loro che legittimano i sindacati a trattare e non
organizzazioni che trattano a loro nome senza alcun mandato.Se non sono le
lavoratrici/ori a legittimarti sono di fatto i padroni.
Rifondazione Comunista appoggia con i propri iscritti e militanti le
iniziative che la categoria metterà in atto per rendere inapplicabile questo
accordo.
Inoltre si batte per l’affermazione, tra i lavoratori, di un sindacato che
ponga come base fondante della sua azione 3 punti LA DEMOCRAZIA nel rapporto
con i lavoratori e al suo interno L’INDIPENDENZA dai padroni,dai governi e
dai partiti LA CONTRATTAZIONE per migliorare le condizioni salariali ,di
lavoro e di vita delle lavoratrici/ori.
NO ALL?ACCORDO SEPARATO!
STRUMENTO DEI PADRONI FIRMATO DA SINDACATI COMPLICI PER FAR PAGARE LACRISI
ALLE LAVORATRICI EAI LAVORATORI.
19/10/09
Rifondazione Comunista
siamo di fronte a un vero e proprio colpo di stato sindacale dove due
organizzazioni minoritarie senza alcun mandato democratico da parte delle
lavoratrici/ori hanno da prima disdettato il contratto in vigore sino al 31
dicembre 2011,che era stato votato e approvato dai lavoratori, poi hanno
firmato un accordo senza che i lavoratori possano esprimersi sullo stesso
attraverso lo strumento del referendum come la categoria peraltro a sempre
fatto.
Federmeccanica da parte sua aveva dichiarato non ricevibile la piattaforma
della FIOM in quanto non conforme all’accordo del 15 aprile 2009 sulle
regole della contrattazione, non firmato dalla CGIL, espellendo la FIOM dal
tavolo della trattativa.
Occorre tener presente che la piattaforma FIOM era stata come prassi
sottoposta a referendum e approvata con 500mila voti.
Tutto questo e di una gravità inaudita e si iscrive nella deriva autoritaria
che il paese sta vivendo non possiamo permettere che la democrazia sia
negata nei luoghi di lavoro
L’accordo è un danno perchè siamo di fronte al più basso incremento
salariale ottenuto in un contratto nazionale di lavoro 112euro in 3anni al
5° livello (ad esempio un 3° livello operaio di catena di montaggio o di un
call center nel 2010 percepirà 15euro di aumento mensili) inoltre un
lavoratore coinvolto nella cassa integrazione non percepirà alcun euro di
aumento.
Perché recepisce integralmente l’accordo sulle regole non firmato da CGIL
questo significa che sono presenti nel contratto tutti gli aspetti
peggiorativi e limitativi della libertà e dell’autonomia negoziale nei
luoghi di lavoro (dalla derogabilità allo stesso CCNL fino alle sanzioni
verso le RSU)
L’accordo separato apre la strada all’indebolimento del contratto nazionale
che nello stesso tempo diventa strumento per limitare la contrattazione
nelle fabbriche e lo stesso diritto alla contrattazione collettiva.
Federmeccanica FIM e UILM hanno rifiutato di discutere la proposta della
FIOM di bloccare i licenziamenti per 2 anni ,di estendere gli ammortizzatori
sociali a tutte le imprese e per tutte le forme di lavoro, di destinare il
sostegno pubblico al mantenimento degli stabilimenti in Italia richieste da
presentarsi congiuntamente al governo.
Se come scrivono FIM e UILM si sentono cosi forti perché non sottopongono
l’accordo, dopo averlo spiegato nelle assemblee,al voto vincolante dei
lavoratori?
Rifondazione Comunista ritiene che il contratto nazionale di lavoro sia dei
lavoratori sono loro che legittimano i sindacati a trattare e non
organizzazioni che trattano a loro nome senza alcun mandato.Se non sono le
lavoratrici/ori a legittimarti sono di fatto i padroni.
Rifondazione Comunista appoggia con i propri iscritti e militanti le
iniziative che la categoria metterà in atto per rendere inapplicabile questo
accordo.
Inoltre si batte per l’affermazione, tra i lavoratori, di un sindacato che
ponga come base fondante della sua azione 3 punti LA DEMOCRAZIA nel rapporto
con i lavoratori e al suo interno L’INDIPENDENZA dai padroni,dai governi e
dai partiti LA CONTRATTAZIONE per migliorare le condizioni salariali ,di
lavoro e di vita delle lavoratrici/ori.
NO ALL?ACCORDO SEPARATO!
STRUMENTO DEI PADRONI FIRMATO DA SINDACATI COMPLICI PER FAR PAGARE LACRISI
ALLE LAVORATRICI EAI LAVORATORI.
19/10/09
Rifondazione Comunista
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