LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA
(SITUAZIONE AL 31/12/2008 SUDDIVISA PER COMUNE)
MEDIA IN PROVINCIA 51,7%
Percentuali per comune :
ALBINEA 59,8% -BAGNOLO IN PIANO 48,3% -BAISO 28,8%
-BIBBIANO 53,0% -BORETTO 51,7% -BRESCELLO 51,1%
-BUSANA 34,5% -CADELBOSCO DI SOPRA 50,6% -CAMPAGNOLA EMILIA 57,6%
-CAMPEGINE 52,6% -CANOSSA 49,4% -CARPINETI 38,1%
-CASALGRANDE 52,7% -CASINA 32,5% -CASTELLARANO 48,2%
-CASTELNOVO DI SOTTO 53,0% -CASTELNOVO NE' MONTI 35,5% -CAVRIAGO 67,3%
-COLLAGNA 32,2% -CORREGGIO 59,0% -FABBRICO 56,7%
-GATTATICO 64,0% -GUALTIERI 56,0% -GUASTALLA 53,1%
-LIGONCHIO 34,0% -LUZZARA 55,8% -MONTECCHIO EMILIA 53,6%
-NOVELLARA 48,6% -POVIGLIO 51,9% -QUATTRO CASTELLA 51,6%
-RAMISETO 27,8% -REGGIO EMILIA 48,8% -REGGIOLO 53,9%
-RIO SALICETO 49,1% -ROLO 53,8% -RUBIERA 60,1%
-SAN MARTINO IN RIO 43,2% -SAN POLO D'ENZA 56,4% -SANT'ILARIO D'ENZA 58,8%
-SCANDIANO 57,0% -TOANO 32,2% -VETTO 34,4%
-VEZZANO s/CROSTOLO 49,9% -VIANO 38,7% -VILLA MINOZZO 25,0%
A Villa Minozzo ultimi come sempre! Il peggior comune in tutta la provincia e di tutto crinale!
Picc e Pala
giovedì 16 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
Mentre a Villa Minozzo si parla di inceneritore L'ENIA costruisce un impianto idroelettrico sul Secchia in comune di Baiso
Fonte : Redacon
Potrà servire 6.000 abitanti permettendo un risparmio di 2000 ton/anno di petrolio e di 7120 ton/anno di CO2
L’impianto idroelettrico Enìa di Fornace di Baiso, i cui lavori inizieranno nei prossimi giorni, costituisce il primo importante tassello di un progetto che vedrà crescere nel territorio reggiano centri di produzione di energia verde pienamente integrati nell’ambiente che li circonda. Un’idea di energia alternativa che coniuga la produzione non solo al rispetto del territorio, portando ove possibile migliorie a situazioni esistenti, ma anche alla sua valorizzazione, considerando gli impianti come luoghi visitabili e testimonianze concrete di scelte ecocompatibili. Da qui la forte collaborazione tra Enìa e l’Amministrazione Comunale di Baiso che si troverà ad ospitare un impianto decisamente innovativo ed in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 6.000 abitanti con un risparmio di emissioni di Co2 di 7.120 t/anno e di 2000 Tonnellate Equivalenti Petrolio/anno.
L’impianto
L’impianto previsto è sul fiume Secchia in località Fornace (300 m slm) nel Comune di Baiso e sfrutta il dislivello creato da tre importanti traverse esistenti.
Sulla sponda sinistra del Secchia (a circa 960 metri a monte del ponte per Cerredolo), in corrispondenza della prima traversa di monte, sarà realizzata un’opera di presa e sghiaiatura costituita da un vascone interrato e coperto con terreno vegetale e pietra per non alterare l’impatto visivo. La portata verrà intercettata dal fiume con due bocche di presa che rispettano le preesistenze strutturali e morfologiche. Sarà sempre mantenuto l’”effetto cascata” derivante dal transito dell’acqua. Un sistema automatico, infatti, limiterà i prelievi tra 0,6 mc/sec e 16 mc/sec; quando nel fiume non sarà presente una portata sufficiente le paratoie saranno abbassate. In presenza di portate superiori le paratoie garantiranno l’ingresso di portata all’impianto, che comunque non supererà i 16 mc/s. Il canale di adduzione (42 metri) porterà l’acqua sino alla vasca dissabbiatrice e di carico da cui partirà la condotta forzata (lunga 570 metri) per convogliare le acque raccolte nella centrale di produzione.
Tutti i manufatti saranno interrati o coperti da terreno naturale, da massi o pietre. La condotta forzata risulterà in parte interrata al di sotto della sede stradale esistente che sarà arricchita da un percorso ciclopedonale. La centrale di produzione, da realizzarsi in corrispondenza della traversa di valle, sarà anch’essa completamente interrata utilizzando materiale proveniente dai lavori di scavo, in modo da minimizzare i movimenti terra e riutilizzare in loco il materiale. L’edificio coprirà un’area di 26 metri di lunghezza per 14 di larghezza e ospiterà 2 gruppi turbina. Dalla centrale di produzione partirà un canale interrato di restituzione delle acque al fiume.
L’elettrodotto
L’energia prodotta sarà convogliata alla cabina primaria di Farneta (Montefiorino-Modena). Per contenere gli impatti ambientali la linea elettrica in media tensione sarà in parte interrata e avrà un percorso prossimo a quello della linea elettrica in alta tensione esistente.
Opere di protezione idraulica e di salvaguardia della fauna ittica
Per tutelare la fauna ittica l’impianto sarà dotato di due scale di risalita, di cui una sperimentale la cui funzionalità sarà monitorata con la collaborazione dell’Università di Bologna e della Provincia di Reggio Emilia. Parallelamente sarà realizzato un argine di difesa spondale a protezione e salvaguardia del fiume stesso. Un impianto da vivere e da conoscere per i cittadini di Baiso e non solo (pista ciclopedonale, zona pic nic, la zona bird watching, il laboratorio delle energie rinnovabili). Una pista ciclopedonale congiungerà l’inizio di via Fornace (in località Ponte Secchia) e l’opera di captazione, sviluppandosi paralellamente al fiume Secchia.
In corrispondenza della briglia intermedia sarà realizzato un piccolo parcheggio con apposite rastrelliere da cui partirà un percorso “verde” solo pedonale che collegherà la zona parcheggio auto e biciclette con un’area bimbi e una zona pic nic dotate di tavoli, panchine, cestini e giochi per i più piccoli. Il percorso naturalistico continuerà verso la zona del dissabbiatore dove sarà realizzato un laboratorio sulle fonti rinnovabili da destinare a centro visita dove, grazie a pannelli esplicativi, sarà possibile conoscere il funzionamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, idroelettrico, fotovoltaico e vedere le applicazioni domestiche delle rinnovabili. Il laboratorio utilizzerà energia solare prodotta da un pannello fotovoltaico posto sulla copertura. Un pannello display permetterà poi di conoscere in diretta il funzionamento dell’impianto (la portata derivata, il rilascio, l’energia prodotta e le emissioni evitate di anidride carbonica).
L’obiettivo, condiviso da Enìa e dall’Amministrazione Comunale di Baiso, è quello di dotare il comune di un centro, aperto a scolaresche ed ai cittadini, in cui sarà possibile approfondire le tematiche legate alle fonti rinnovabili nell’ambito di un impianto “trasparente” che permette di conoscere e “toccare con mano” la positività dei risultati prodotti. Chiude il percorso un punto per il birdwatching con apposite feritoie.
Dati dell’impianto
Portata massima derivabile: 16 mc/s
Deflusso Minimo Vitale: 1 mc/s
Potenza installata: 2145 kW
Produzione attesa: 8.900.000 kW/anno
Mancate emissioni di CO2 : 7.120 t/anno
TEP risparmiate: 2000 t/anno
Costo del progetto: 6.325.000 euro
L’impianto è stato progettato da AISE Engineering degli Ingg. Ivan Casoli e Ada Francesconi.
L’inizio dei lavori, che saranno eseguiti da imprese locali, è previsto nel mese di luglio per una durata stimata in un anno circa.
Potrà servire 6.000 abitanti permettendo un risparmio di 2000 ton/anno di petrolio e di 7120 ton/anno di CO2
L’impianto idroelettrico Enìa di Fornace di Baiso, i cui lavori inizieranno nei prossimi giorni, costituisce il primo importante tassello di un progetto che vedrà crescere nel territorio reggiano centri di produzione di energia verde pienamente integrati nell’ambiente che li circonda. Un’idea di energia alternativa che coniuga la produzione non solo al rispetto del territorio, portando ove possibile migliorie a situazioni esistenti, ma anche alla sua valorizzazione, considerando gli impianti come luoghi visitabili e testimonianze concrete di scelte ecocompatibili. Da qui la forte collaborazione tra Enìa e l’Amministrazione Comunale di Baiso che si troverà ad ospitare un impianto decisamente innovativo ed in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 6.000 abitanti con un risparmio di emissioni di Co2 di 7.120 t/anno e di 2000 Tonnellate Equivalenti Petrolio/anno.
L’impianto
L’impianto previsto è sul fiume Secchia in località Fornace (300 m slm) nel Comune di Baiso e sfrutta il dislivello creato da tre importanti traverse esistenti.
Sulla sponda sinistra del Secchia (a circa 960 metri a monte del ponte per Cerredolo), in corrispondenza della prima traversa di monte, sarà realizzata un’opera di presa e sghiaiatura costituita da un vascone interrato e coperto con terreno vegetale e pietra per non alterare l’impatto visivo. La portata verrà intercettata dal fiume con due bocche di presa che rispettano le preesistenze strutturali e morfologiche. Sarà sempre mantenuto l’”effetto cascata” derivante dal transito dell’acqua. Un sistema automatico, infatti, limiterà i prelievi tra 0,6 mc/sec e 16 mc/sec; quando nel fiume non sarà presente una portata sufficiente le paratoie saranno abbassate. In presenza di portate superiori le paratoie garantiranno l’ingresso di portata all’impianto, che comunque non supererà i 16 mc/s. Il canale di adduzione (42 metri) porterà l’acqua sino alla vasca dissabbiatrice e di carico da cui partirà la condotta forzata (lunga 570 metri) per convogliare le acque raccolte nella centrale di produzione.
Tutti i manufatti saranno interrati o coperti da terreno naturale, da massi o pietre. La condotta forzata risulterà in parte interrata al di sotto della sede stradale esistente che sarà arricchita da un percorso ciclopedonale. La centrale di produzione, da realizzarsi in corrispondenza della traversa di valle, sarà anch’essa completamente interrata utilizzando materiale proveniente dai lavori di scavo, in modo da minimizzare i movimenti terra e riutilizzare in loco il materiale. L’edificio coprirà un’area di 26 metri di lunghezza per 14 di larghezza e ospiterà 2 gruppi turbina. Dalla centrale di produzione partirà un canale interrato di restituzione delle acque al fiume.
L’elettrodotto
L’energia prodotta sarà convogliata alla cabina primaria di Farneta (Montefiorino-Modena). Per contenere gli impatti ambientali la linea elettrica in media tensione sarà in parte interrata e avrà un percorso prossimo a quello della linea elettrica in alta tensione esistente.
Opere di protezione idraulica e di salvaguardia della fauna ittica
Per tutelare la fauna ittica l’impianto sarà dotato di due scale di risalita, di cui una sperimentale la cui funzionalità sarà monitorata con la collaborazione dell’Università di Bologna e della Provincia di Reggio Emilia. Parallelamente sarà realizzato un argine di difesa spondale a protezione e salvaguardia del fiume stesso. Un impianto da vivere e da conoscere per i cittadini di Baiso e non solo (pista ciclopedonale, zona pic nic, la zona bird watching, il laboratorio delle energie rinnovabili). Una pista ciclopedonale congiungerà l’inizio di via Fornace (in località Ponte Secchia) e l’opera di captazione, sviluppandosi paralellamente al fiume Secchia.
In corrispondenza della briglia intermedia sarà realizzato un piccolo parcheggio con apposite rastrelliere da cui partirà un percorso “verde” solo pedonale che collegherà la zona parcheggio auto e biciclette con un’area bimbi e una zona pic nic dotate di tavoli, panchine, cestini e giochi per i più piccoli. Il percorso naturalistico continuerà verso la zona del dissabbiatore dove sarà realizzato un laboratorio sulle fonti rinnovabili da destinare a centro visita dove, grazie a pannelli esplicativi, sarà possibile conoscere il funzionamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, idroelettrico, fotovoltaico e vedere le applicazioni domestiche delle rinnovabili. Il laboratorio utilizzerà energia solare prodotta da un pannello fotovoltaico posto sulla copertura. Un pannello display permetterà poi di conoscere in diretta il funzionamento dell’impianto (la portata derivata, il rilascio, l’energia prodotta e le emissioni evitate di anidride carbonica).
L’obiettivo, condiviso da Enìa e dall’Amministrazione Comunale di Baiso, è quello di dotare il comune di un centro, aperto a scolaresche ed ai cittadini, in cui sarà possibile approfondire le tematiche legate alle fonti rinnovabili nell’ambito di un impianto “trasparente” che permette di conoscere e “toccare con mano” la positività dei risultati prodotti. Chiude il percorso un punto per il birdwatching con apposite feritoie.
Dati dell’impianto
Portata massima derivabile: 16 mc/s
Deflusso Minimo Vitale: 1 mc/s
Potenza installata: 2145 kW
Produzione attesa: 8.900.000 kW/anno
Mancate emissioni di CO2 : 7.120 t/anno
TEP risparmiate: 2000 t/anno
Costo del progetto: 6.325.000 euro
L’impianto è stato progettato da AISE Engineering degli Ingg. Ivan Casoli e Ada Francesconi.
L’inizio dei lavori, che saranno eseguiti da imprese locali, è previsto nel mese di luglio per una durata stimata in un anno circa.
mercoledì 1 luglio 2009
Ferrero su Viareggio : I vertici FS si dimettano.

"Chiediamo le dimissioni del presidente e dell'ad di Fs e, contestualmente, che l'azienda reintegri immediatamente nel suo posto di lavoro il macchinista Dante de Angelis, licenziato dalle Ferrovie dello Stato qualche mese fa proprio perche' aveva osato mettere in evidenza e denunciare pubblicamente e con coraggio le mancanze e i difetti della sicurezza nelle Ferrovie dello Stato italiane".Lo dice Paolo ferrero, segretario di Rifondazione Comunista.
Rifondazione da' inoltre il suo pieno appoggio per la riuscita dello sciopero indetto dal sindacalismo di base per il 7 luglio nel comparto Ferrovie e trasporti "perche' e' del tutto evidente la piena responsabilita' dell'azienda Fs e del governo nel tragico incidente di Viareggio: i controlli, la messa in sicurezza e la manutenzione spettavano infatti a loro".
Rifondazione da' inoltre il suo pieno appoggio per la riuscita dello sciopero indetto dal sindacalismo di base per il 7 luglio nel comparto Ferrovie e trasporti "perche' e' del tutto evidente la piena responsabilita' dell'azienda Fs e del governo nel tragico incidente di Viareggio: i controlli, la messa in sicurezza e la manutenzione spettavano infatti a loro".
sabato 27 giugno 2009
A Villa Minozzo si ritorna a parlare di "termovalorizzatore"

Intanto,caro sindaco,cominciamo a chiamarlo con il suo vero nome: INCENERITORE! Si perchè anche la comunità europea ha diffidato l'Italia ad usare il termine termovalorizzatore per descrivere questo tipo di impianti indipendentemente dal fatto che si brucino biomasse...Poi è giusto informare la cittadinanza che la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per questi impianti... Questo vuole dire che qualora il cippato di legno (combustibile individuato per fare andare l'inceneritore)non fosse sufficiente potreste utilizzare CDR che non è altro che un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe..Francamente troviamo che la gente debba sapere questi particolari...
Se poi andiamo a valutare i pro e i contro i conti non tornano....
Pro :
-Incremento del piano forestale per un ricambio del bosco (smaltimento legno abbandonato e scarti provenienti dall'agricoltura, ecc.).
-Possibile teleriscaldamento dei locali pubblici (comune, scuole, palestra, piscina e locali della zona sportiva).
Contro :
-Come già detto prima la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per l’impianto.
-Problema stoccaggio delle ceneri, trasporto e smaltimento.
-Diminuzione della potenza elettrica in caso di spillamento vapore per uso teleriscaldamento.
-Possibile incremento dell’inquinamento acustico causato dai ventilatori di raffreddamento del condensatore , refrigerato ad aria.
-La presenza del camino dell’impianto necessiterà di periodiche pulizie tramite soffiatura con aria compressa, ad alta pressione, con conseguente inquinamento/sporcamento delle zone/abitazioni vicine.
-Ultima ma non certo la meno importante emissioni di diossine e nanopolveri non trattenute dagli impianti di filtraggio delle quali non c'è bisogno di sottolineare il loro effetto canceroso.
Se poi andiamo a valutare i pro e i contro i conti non tornano....
Pro :
-Incremento del piano forestale per un ricambio del bosco (smaltimento legno abbandonato e scarti provenienti dall'agricoltura, ecc.).
-Possibile teleriscaldamento dei locali pubblici (comune, scuole, palestra, piscina e locali della zona sportiva).
Contro :
-Come già detto prima la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per l’impianto.
-Problema stoccaggio delle ceneri, trasporto e smaltimento.
-Diminuzione della potenza elettrica in caso di spillamento vapore per uso teleriscaldamento.
-Possibile incremento dell’inquinamento acustico causato dai ventilatori di raffreddamento del condensatore , refrigerato ad aria.
-La presenza del camino dell’impianto necessiterà di periodiche pulizie tramite soffiatura con aria compressa, ad alta pressione, con conseguente inquinamento/sporcamento delle zone/abitazioni vicine.
-Ultima ma non certo la meno importante emissioni di diossine e nanopolveri non trattenute dagli impianti di filtraggio delle quali non c'è bisogno di sottolineare il loro effetto canceroso.
Per risparmiare qualche euro comunale vogliamo veramente inquinare l'aria del nostro amato comune? Tutto quello che ha da offrire il territorio di Villa Minozzo è natura e aria buona, vogliano distruggere anche quello? Noi di Rifondazione Comunista di Villa Minozzo non lo vogliamo!
Quindi invitiamo l'amministrazione comunale ad un ripensamento, magari orientandosi verso il fotovoltaico o altre fonti di energia rinnovabile, che permetteranno all'amministrazione comunale di risparmiare senza però deturpare il nostro territorio.
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