Fonte : Redacon
Potrà servire 6.000 abitanti permettendo un risparmio di 2000 ton/anno di petrolio e di 7120 ton/anno di CO2
L’impianto idroelettrico Enìa di Fornace di Baiso, i cui lavori inizieranno nei prossimi giorni, costituisce il primo importante tassello di un progetto che vedrà crescere nel territorio reggiano centri di produzione di energia verde pienamente integrati nell’ambiente che li circonda. Un’idea di energia alternativa che coniuga la produzione non solo al rispetto del territorio, portando ove possibile migliorie a situazioni esistenti, ma anche alla sua valorizzazione, considerando gli impianti come luoghi visitabili e testimonianze concrete di scelte ecocompatibili. Da qui la forte collaborazione tra Enìa e l’Amministrazione Comunale di Baiso che si troverà ad ospitare un impianto decisamente innovativo ed in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 6.000 abitanti con un risparmio di emissioni di Co2 di 7.120 t/anno e di 2000 Tonnellate Equivalenti Petrolio/anno.
L’impianto
L’impianto previsto è sul fiume Secchia in località Fornace (300 m slm) nel Comune di Baiso e sfrutta il dislivello creato da tre importanti traverse esistenti.
Sulla sponda sinistra del Secchia (a circa 960 metri a monte del ponte per Cerredolo), in corrispondenza della prima traversa di monte, sarà realizzata un’opera di presa e sghiaiatura costituita da un vascone interrato e coperto con terreno vegetale e pietra per non alterare l’impatto visivo. La portata verrà intercettata dal fiume con due bocche di presa che rispettano le preesistenze strutturali e morfologiche. Sarà sempre mantenuto l’”effetto cascata” derivante dal transito dell’acqua. Un sistema automatico, infatti, limiterà i prelievi tra 0,6 mc/sec e 16 mc/sec; quando nel fiume non sarà presente una portata sufficiente le paratoie saranno abbassate. In presenza di portate superiori le paratoie garantiranno l’ingresso di portata all’impianto, che comunque non supererà i 16 mc/s. Il canale di adduzione (42 metri) porterà l’acqua sino alla vasca dissabbiatrice e di carico da cui partirà la condotta forzata (lunga 570 metri) per convogliare le acque raccolte nella centrale di produzione.
Tutti i manufatti saranno interrati o coperti da terreno naturale, da massi o pietre. La condotta forzata risulterà in parte interrata al di sotto della sede stradale esistente che sarà arricchita da un percorso ciclopedonale. La centrale di produzione, da realizzarsi in corrispondenza della traversa di valle, sarà anch’essa completamente interrata utilizzando materiale proveniente dai lavori di scavo, in modo da minimizzare i movimenti terra e riutilizzare in loco il materiale. L’edificio coprirà un’area di 26 metri di lunghezza per 14 di larghezza e ospiterà 2 gruppi turbina. Dalla centrale di produzione partirà un canale interrato di restituzione delle acque al fiume.
L’elettrodotto
L’energia prodotta sarà convogliata alla cabina primaria di Farneta (Montefiorino-Modena). Per contenere gli impatti ambientali la linea elettrica in media tensione sarà in parte interrata e avrà un percorso prossimo a quello della linea elettrica in alta tensione esistente.
Opere di protezione idraulica e di salvaguardia della fauna ittica
Per tutelare la fauna ittica l’impianto sarà dotato di due scale di risalita, di cui una sperimentale la cui funzionalità sarà monitorata con la collaborazione dell’Università di Bologna e della Provincia di Reggio Emilia. Parallelamente sarà realizzato un argine di difesa spondale a protezione e salvaguardia del fiume stesso. Un impianto da vivere e da conoscere per i cittadini di Baiso e non solo (pista ciclopedonale, zona pic nic, la zona bird watching, il laboratorio delle energie rinnovabili). Una pista ciclopedonale congiungerà l’inizio di via Fornace (in località Ponte Secchia) e l’opera di captazione, sviluppandosi paralellamente al fiume Secchia.
In corrispondenza della briglia intermedia sarà realizzato un piccolo parcheggio con apposite rastrelliere da cui partirà un percorso “verde” solo pedonale che collegherà la zona parcheggio auto e biciclette con un’area bimbi e una zona pic nic dotate di tavoli, panchine, cestini e giochi per i più piccoli. Il percorso naturalistico continuerà verso la zona del dissabbiatore dove sarà realizzato un laboratorio sulle fonti rinnovabili da destinare a centro visita dove, grazie a pannelli esplicativi, sarà possibile conoscere il funzionamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, idroelettrico, fotovoltaico e vedere le applicazioni domestiche delle rinnovabili. Il laboratorio utilizzerà energia solare prodotta da un pannello fotovoltaico posto sulla copertura. Un pannello display permetterà poi di conoscere in diretta il funzionamento dell’impianto (la portata derivata, il rilascio, l’energia prodotta e le emissioni evitate di anidride carbonica).
L’obiettivo, condiviso da Enìa e dall’Amministrazione Comunale di Baiso, è quello di dotare il comune di un centro, aperto a scolaresche ed ai cittadini, in cui sarà possibile approfondire le tematiche legate alle fonti rinnovabili nell’ambito di un impianto “trasparente” che permette di conoscere e “toccare con mano” la positività dei risultati prodotti. Chiude il percorso un punto per il birdwatching con apposite feritoie.
Dati dell’impianto
Portata massima derivabile: 16 mc/s
Deflusso Minimo Vitale: 1 mc/s
Potenza installata: 2145 kW
Produzione attesa: 8.900.000 kW/anno
Mancate emissioni di CO2 : 7.120 t/anno
TEP risparmiate: 2000 t/anno
Costo del progetto: 6.325.000 euro
L’impianto è stato progettato da AISE Engineering degli Ingg. Ivan Casoli e Ada Francesconi.
L’inizio dei lavori, che saranno eseguiti da imprese locali, è previsto nel mese di luglio per una durata stimata in un anno circa.
Picc e Pala
mercoledì 8 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
Ferrero su Viareggio : I vertici FS si dimettano.

"Chiediamo le dimissioni del presidente e dell'ad di Fs e, contestualmente, che l'azienda reintegri immediatamente nel suo posto di lavoro il macchinista Dante de Angelis, licenziato dalle Ferrovie dello Stato qualche mese fa proprio perche' aveva osato mettere in evidenza e denunciare pubblicamente e con coraggio le mancanze e i difetti della sicurezza nelle Ferrovie dello Stato italiane".Lo dice Paolo ferrero, segretario di Rifondazione Comunista.
Rifondazione da' inoltre il suo pieno appoggio per la riuscita dello sciopero indetto dal sindacalismo di base per il 7 luglio nel comparto Ferrovie e trasporti "perche' e' del tutto evidente la piena responsabilita' dell'azienda Fs e del governo nel tragico incidente di Viareggio: i controlli, la messa in sicurezza e la manutenzione spettavano infatti a loro".
Rifondazione da' inoltre il suo pieno appoggio per la riuscita dello sciopero indetto dal sindacalismo di base per il 7 luglio nel comparto Ferrovie e trasporti "perche' e' del tutto evidente la piena responsabilita' dell'azienda Fs e del governo nel tragico incidente di Viareggio: i controlli, la messa in sicurezza e la manutenzione spettavano infatti a loro".
sabato 27 giugno 2009
A Villa Minozzo si ritorna a parlare di "termovalorizzatore"

Intanto,caro sindaco,cominciamo a chiamarlo con il suo vero nome: INCENERITORE! Si perchè anche la comunità europea ha diffidato l'Italia ad usare il termine termovalorizzatore per descrivere questo tipo di impianti indipendentemente dal fatto che si brucino biomasse...Poi è giusto informare la cittadinanza che la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per questi impianti... Questo vuole dire che qualora il cippato di legno (combustibile individuato per fare andare l'inceneritore)non fosse sufficiente potreste utilizzare CDR che non è altro che un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe..Francamente troviamo che la gente debba sapere questi particolari...
Se poi andiamo a valutare i pro e i contro i conti non tornano....
Pro :
-Incremento del piano forestale per un ricambio del bosco (smaltimento legno abbandonato e scarti provenienti dall'agricoltura, ecc.).
-Possibile teleriscaldamento dei locali pubblici (comune, scuole, palestra, piscina e locali della zona sportiva).
Contro :
-Come già detto prima la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per l’impianto.
-Problema stoccaggio delle ceneri, trasporto e smaltimento.
-Diminuzione della potenza elettrica in caso di spillamento vapore per uso teleriscaldamento.
-Possibile incremento dell’inquinamento acustico causato dai ventilatori di raffreddamento del condensatore , refrigerato ad aria.
-La presenza del camino dell’impianto necessiterà di periodiche pulizie tramite soffiatura con aria compressa, ad alta pressione, con conseguente inquinamento/sporcamento delle zone/abitazioni vicine.
-Ultima ma non certo la meno importante emissioni di diossine e nanopolveri non trattenute dagli impianti di filtraggio delle quali non c'è bisogno di sottolineare il loro effetto canceroso.
Se poi andiamo a valutare i pro e i contro i conti non tornano....
Pro :
-Incremento del piano forestale per un ricambio del bosco (smaltimento legno abbandonato e scarti provenienti dall'agricoltura, ecc.).
-Possibile teleriscaldamento dei locali pubblici (comune, scuole, palestra, piscina e locali della zona sportiva).
Contro :
-Come già detto prima la legge 389/03 individua come biomassa anche i rifiuti (biomassa grigia) che può essere utilizzata come combustibile per l’impianto.
-Problema stoccaggio delle ceneri, trasporto e smaltimento.
-Diminuzione della potenza elettrica in caso di spillamento vapore per uso teleriscaldamento.
-Possibile incremento dell’inquinamento acustico causato dai ventilatori di raffreddamento del condensatore , refrigerato ad aria.
-La presenza del camino dell’impianto necessiterà di periodiche pulizie tramite soffiatura con aria compressa, ad alta pressione, con conseguente inquinamento/sporcamento delle zone/abitazioni vicine.
-Ultima ma non certo la meno importante emissioni di diossine e nanopolveri non trattenute dagli impianti di filtraggio delle quali non c'è bisogno di sottolineare il loro effetto canceroso.
Per risparmiare qualche euro comunale vogliamo veramente inquinare l'aria del nostro amato comune? Tutto quello che ha da offrire il territorio di Villa Minozzo è natura e aria buona, vogliano distruggere anche quello? Noi di Rifondazione Comunista di Villa Minozzo non lo vogliamo!
Quindi invitiamo l'amministrazione comunale ad un ripensamento, magari orientandosi verso il fotovoltaico o altre fonti di energia rinnovabile, che permetteranno all'amministrazione comunale di risparmiare senza però deturpare il nostro territorio.
venerdì 26 giugno 2009
Ferrero: «Il futuro è nella riunificazione»

Ricompattare le forze della sinistra in un unico polo per rilanciare un'opposizione forte e autonoma. E' il progetto del segretario del Prc per recuperare l'elettorato di sinistra, rifugiatosi nell'antiberlusconismo dell'Idv o nell'astensionismo senza fiducia. Per questo lancia un appello a Vendola: «Parte dei suoi elettori vogliono la sinsitra unita». E attacca Di Pietro: «Successo dovuto alla visibilità mediatica, ma i nodi verranno presto al pettine».Mettere fine allo spezzettamento, ricomporre l'unità delle sinistre in un polo condiviso e rilanciare un progetto di opposizione. Le idee del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero per il futuro della sinistra sembrano chiare e semplici a farsi. Ma prima c'è da mettere a posto un paio di cose, ai vertici di partito come - soprattutto - alla base. Lo «spezzettamento» tra Prc-Pdci-Socialismo 2000 e Sinistra e Libertà «non ha pagato alle Europee» e la necessità, a un anno dal discusso congresso di Chianciano, che ha consegnato a Ferrero la segreteria del partito, è il momento di «tornare a fare politica». «Ho sempre detto che c'è stata una scissione di troppo: se Vendola (leader di Sinistra e Libertà, ndr) non avesse scisso Rifondazione avremmo passato il 4% e non staremmo a discutere della disgregazione della sinistra», ribadisce Ferrero. Le acque oggi, sostiene, sembrano essersi calmate: «Penso che siamo mesi un po' meglio, la scissione è finita e possiamo procedere con la riunione delle forze della sinistra alternativa in un polo autonomo dal Pd. E farlo con tutti coloro che sono disponibili». Compreso Vendola: «Certo, l'appello è rivolto anche a Sinistra e Libertà. Non so se sia possibile la riunificazione con Vendola, ma l'istanza è certamente condivisa da parte dei compagni che hanno votato Sl».
Il milione di voti raccolti dal Prc «sono un buon punto di partenza», ma è inevitabile guardare al dato complessivo delle europee: Rifondazione e Sinistra e Libertà insieme hanno accumulato il 6,50%. Elemento che lascia pensare che una parte dell'elettorato voglia ancora affidare il proprio voto a sinistra, il che suffragherebbe l'idea di un "polo delle sinistre". Alla propria base bisogna rispondere delle responsabilità, che non possono riguardare solo Vendola, ma il segretario prc si dice tranquillo: «Non mi assumo responsabilità che non penso di avere. L'unico mio torto è stato far applicare le decisioni democraticamente prese da un congresso: se per evitare le scissioni bisogna eleggere un segretario di minoranza e applicare una linea politica sconfitta al congresso, siamo alla follia. Cos'altro avrei dovuto fare?».
Restando all'elettorato pesa anche l'emorragia di voti, dispersi tra Idv, Lega Nord nel settentrione, quando non nell'astensionismo. Soprattutto Di Pietro sembra averne giovato, dopo aver speso un anno a condurre a sé temi e valori tradizionalmente più di sinistra e, di conseguenza, anche molti consensi. L'arma di Di Pietro, è convinto Ferrero, è stata la visibilità mediatica, perché «qualsiasi cosa faccia o dica è sempre in tv o sui giornali, mentre noi siamo stati bistrattati» e così ha potuto occupare numerosi spazi - come nella vicenda Alitalia o nelle lotte per la legalità -. Così facendo l'Idv è apparsa come «l'unica opposizione visibile, a fronte di un Pd indaffarato nei fatti suoi e non impegnato a fare opposizione seria». A favore dell'ex magistrato ha giocato anche la natura «antiberlusconista di una parte dell'elettorato di sinistra, che ha votato l'antiberlusconiano più visibile». Ma Ferrero è sicuro che il fenomeno Di Pietro si esaurirà presto: «Ho l'impressione che i nodi verranno al pettine quando si discuteranno i contenuti concreti, perché soprattutto sulle questioni sociali ha posizioni moderate o di destra».
Di Pietro o no, resta però lo scollamento alla base, che va ricostruita. Il «vero disastro della sinistra», riconosce Ferrero, è che «il nostro elettorato se ne è andato a casa sia nel non voto sia con il voto al Pd nel 2008». Il milione di voti raccolti dalle sinistre alle europee indica che «il trend è in salita, ma non è sufficiente». La soluzione passa dalla concretizzazione di due obiettivi: «La prima cosa è la ricostruzione dell'opposizione a partire dalla questione sociale attraverso una reimmersione della sinistra nella società. La seconda p il rilancio di una serie di idee forti come la giustizia sociale e i diritti che in questo anno, bloccati dai nostri casini interni, non abbiamo espresso con forza». Elementi necessari e sufficienti per il «rilancio di Rifondazione e la costruzione dell'unità della sinistra di alternativa» e recuperare «la fiducia della nostra gente, oggi indubbiamente a un livello troppo basso».
Il milione di voti raccolti dal Prc «sono un buon punto di partenza», ma è inevitabile guardare al dato complessivo delle europee: Rifondazione e Sinistra e Libertà insieme hanno accumulato il 6,50%. Elemento che lascia pensare che una parte dell'elettorato voglia ancora affidare il proprio voto a sinistra, il che suffragherebbe l'idea di un "polo delle sinistre". Alla propria base bisogna rispondere delle responsabilità, che non possono riguardare solo Vendola, ma il segretario prc si dice tranquillo: «Non mi assumo responsabilità che non penso di avere. L'unico mio torto è stato far applicare le decisioni democraticamente prese da un congresso: se per evitare le scissioni bisogna eleggere un segretario di minoranza e applicare una linea politica sconfitta al congresso, siamo alla follia. Cos'altro avrei dovuto fare?».
Restando all'elettorato pesa anche l'emorragia di voti, dispersi tra Idv, Lega Nord nel settentrione, quando non nell'astensionismo. Soprattutto Di Pietro sembra averne giovato, dopo aver speso un anno a condurre a sé temi e valori tradizionalmente più di sinistra e, di conseguenza, anche molti consensi. L'arma di Di Pietro, è convinto Ferrero, è stata la visibilità mediatica, perché «qualsiasi cosa faccia o dica è sempre in tv o sui giornali, mentre noi siamo stati bistrattati» e così ha potuto occupare numerosi spazi - come nella vicenda Alitalia o nelle lotte per la legalità -. Così facendo l'Idv è apparsa come «l'unica opposizione visibile, a fronte di un Pd indaffarato nei fatti suoi e non impegnato a fare opposizione seria». A favore dell'ex magistrato ha giocato anche la natura «antiberlusconista di una parte dell'elettorato di sinistra, che ha votato l'antiberlusconiano più visibile». Ma Ferrero è sicuro che il fenomeno Di Pietro si esaurirà presto: «Ho l'impressione che i nodi verranno al pettine quando si discuteranno i contenuti concreti, perché soprattutto sulle questioni sociali ha posizioni moderate o di destra».
Di Pietro o no, resta però lo scollamento alla base, che va ricostruita. Il «vero disastro della sinistra», riconosce Ferrero, è che «il nostro elettorato se ne è andato a casa sia nel non voto sia con il voto al Pd nel 2008». Il milione di voti raccolti dalle sinistre alle europee indica che «il trend è in salita, ma non è sufficiente». La soluzione passa dalla concretizzazione di due obiettivi: «La prima cosa è la ricostruzione dell'opposizione a partire dalla questione sociale attraverso una reimmersione della sinistra nella società. La seconda p il rilancio di una serie di idee forti come la giustizia sociale e i diritti che in questo anno, bloccati dai nostri casini interni, non abbiamo espresso con forza». Elementi necessari e sufficienti per il «rilancio di Rifondazione e la costruzione dell'unità della sinistra di alternativa» e recuperare «la fiducia della nostra gente, oggi indubbiamente a un livello troppo basso».
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